Perdono? Missione difficile.

visto su “Riscritture”

Ecco FAUSTO CORSETTI: anche oggi ci ricorda che nella nostra vita chi conta è Gesù Cristo. Bello, necessario sentirselo ripetere. Grazie, ricambiamo stretto il tuo abbraccio.

Perdonare, facile a dirsi. I bambini maltrattati, le donne violentate, i forzati della droga, i sequestrati saranno capaci di tendere una mano ai loro persecutori? Figli e mogli di vittime degli anni di piombo lo fecero, e la coscienza (o l’epidermide) di molti si risentì.
Il perdono non va di moda. Anzi. Anche quando qualcuno ce la fa, c’è sempre chi non è soddisfatto: incapaci di perdonare, non gradiamo che altri ci riescano.
Ma non sappiamo nemmeno chiedere perdono. Perché non riusciamo a essere umili. Oggi vanno forte i vincenti, quelli che hanno sempre ragione e “non devono chiedere, mai”. E noi ci accovacciamo sottomessi, nel nostro piccolo mondo, a questi modelli giornalistici, cinematografici e televisivi: senza rendercene conto, diventiamo anche contagiosi nei confronti Continua a leggere

Il partito della rabbia e dell’odio.

Relitto nel Lago d’Aral, in Uzbekistan (LaPresse)

Cosa vuol dire opporsi a una rivoluzione sanguinaria che distrugge tutto? Contrapporre un altro odio o amare e vivere per qualcosa di più grande? 

Ringraziamo ancora la nostra Gemma per la collaborazione. Questo articolo, pubblicato il 10 agosto su Il Sussidiario, propone un metodo “vertiginoso” per orientare lo sguardo nei confronti della realtà. Vale per tutto.  

Non si tratta di un “pezzullo” da ombrellone ma vale qualche minuto del nostro “buon tempo”.

GIOVANNA PARRAVICINI

“È impossibile salvare la Russia con sentimenti negativi. La rivoluzione ha appena avvelenato la Russia di rabbia e l’ha ubriacata di sangue. Che ne sarà della povera Russia se la controrivoluzione l’avvelenerà con nuova rabbia e l’ubriacherà con nuovo sangue? Sarà il prolungamento del sanguinoso incubo rivoluzionario e non un risveglio dall’incubo. Il partito della rabbia e dell’odio è uno e indivisibile, riunisce i comunisti e i monarchici estremisti. Nessuna strada può essere aperta da elementi negativi, la vita esige al suo principio elementi positivi. Il nostro amore deve sempre avere la meglio sul nostro odio. Dobbiamo amare la Russia e il suo popolo più di quanto odiamo la rivoluzione e i bolscevichi”.

Non trovo espressione migliore di questa di Nikolaj Berdjaev per sintetizzare la lezione che possiamo ricavare oggi Continua a leggere

10 febbraio: Giorno del Ricordo.

foiba10 febbraio Giorno del Ricordo, “nelle foibe migliaia di vittime. E almeno 200 mila deportati. Ma gli italiani preferiscono dimenticare”.

Dall’articolo di Ilaria Lonigro:

I comunisti di Tito misero in atto arresti, esecuzioni, deportazioni nei campi di concentramento balcanici, portando alla morte brutale di migliaia di civili e all’esodo di altrettante persone, persino a guerra finita. Nelle foibe, una parola dialettale che deriva dal latino fovea (fossa) e che indica cavità profonde anche decine di metri, tipiche dei terreni carsici, sparirono migliaia di persone. (…) Non solo contro gli italiani:

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