Come può la Chiesa chiedere fedeltà al peccato?

“Dio abbia pietà di noi perché siamo peccatori e ci benedica perché ne abbiamo bisogno.”

il blog di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Caro don Gian Luca Carrega,  mi dispiace molto che lei abbia ricevuto in un anno un solo invito a un matrimonio (non si dice “tradizionale” come scrive la Stampa: è l’unico matrimonio possibile, quello senza aggettivi, quello sacramentale, quello fra un uomo e una donna) e ben tre unioni civili, che lei definisce gay, e che invece si chiamano omosessuali, perché gay è una parola supina all’ideologia omosessualista. I gay infatti non sono affatto più contenti della media delle persone.

Mi dispiace molto per lei, ma si faccia due domande. Forse lei non è abbastanza credibile, come sacerdote. Forse non profuma di Cristo, forse nessuno attraverso di lei segue la proposta di fede della Chiesa perché lei non fa evangelizzazione per inseguimento, come vuole il Papa. Forse attrae solo un determinato tipo di persone perché lei gliela manda per il verso loro: cioè dice loro che va…

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Omosessualità e Chiesa: una storia.

Lo sguardo sul Crocifisso di Dalì (1951) proviene dall'Alto.
Lo sguardo sul Crocifisso di Dalì (1951) proviene dall’Alto.

    Tu hai conosciuto figure di educatori degne di questo nome?       
“Nella mia vita sono state determinanti le figure di alcuni sacerdoti e di alcuni psicoterapeuti: su tutte la figura della guida spirituale. Trovare una persona che crede in te, nonostante i tuoi fallimenti, è fondamentale. La guida spirituale è una persona che sa intravedere nelle pieghe della tua storia la mano di Dio all’opera e cerca di aiutarti a riconoscerla; è una persona che ti genera nuovamente, per la quale non sei uno dei tanti che va a “confessarsi”, ma il suo figliolo. Non è una persona che vive al posto tuo, ma una persona che cammina al tuo fianco. È così difficile trovare qualcuno che si prenda cura di te, gratuitamente; averlo trovato è il vero miracolo della mia vita.”

E’ lo stralcio di un’intervista pubblicata il mese scorso su Tempi. Argomento di attualità “scottante”, come si dice…

Ce lo ha segnalato Giordano.

Di seguito il link dell’intervista completa.

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2015/10/19/LA-STORIA-Io-omosessuale-cattolico-dico-no-ai-matrimoni-gay/646646/

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona”. L’inganno dell’amore omosessuale spiegato da Dante

Accompagnàti (almeno) da un libro.  

(dipinto di Ary Scheffer – 1835) 

 

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paolo-francesca-dante

di Benedetta Frigerio   Intervista per TEMPI a Anthony Esolen, fra i maggiori traduttori inglesi della Divina Commedia. «Si ama davvero una cosa quando si riconosce la sua natura e il suo fine ultimo»

«“Amor, ch’a nullo amato amar perdona”. È questa la menzogna su cui si fonda la recente sentenza della Corte Suprema americana». Spiegando il verdetto federale che ha fatto dei rapporti omosessuali un diritto costituzionale pari al matrimonio, Anthony Esolen, fra i traduttori inglesi più noti della Divina Commedia di Dante Alighieri e professore di letteratura inglese al Providence College di Rhode Island, non può che tornare «all’inganno antico di cui parla Francesca nel canto V dell’Inferno».

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