Auguri papà! Charles Péguy.

Evidentemente già ai suoi tempi molto, tutto, cospirava ai danni del padre, unico avventuriero al mondo.

di Charles Péguy

C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moder­no: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventu­rieri non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Non corrono assolutamente alcun perico­lo, al suo confronto. Tutto nel mondo moderno, e soprattutto il disprezzo, è organizzato contro lo stolto, contro l’imprudente, contro il temerario,

Chi sarà tanto prode, o tanto temerario?

Contro lo sregolato, contro l’audace, contro l’uomo che ha tale audacia, avere moglie e bambini, contro l’uomo che osa fondare una famiglia. Tutto è contro di lui. Tutto è sapientemente organizzato Continua a leggere

Libertà e Pinocchio.

…E più una persona ha legami e più è ricca, e più una personalità è forte, altro che non dipendere da nessuno: è esattamente il contrario. La libertà è la coscienza che hai dei legami che ti costituiscono e la forza con cui li vivi. E la criticità con cui li vivi, anche: non come uno schiavo, come uno sciocco il cui pensiero dipende da altri. Ma la forza di una persona è la sua storia, cioè i legami che ha. la tradizione da cui proviene, quel che c’è dietro, la ricchezza di un passato, la forza di una storia. E’ perché apparteniamo che siamo forti: se uno non è di nessuno non esiste. La verità è che se uno non è di un padre è di un padrone. Si finisce per scoprire che l’alternativa nella vita è secca: o Geppetto o Mangiafoco, o un padre o un padrone. L’idea che la libertà sia non avere né l’uno né l’altro, cioè che esistiamo come individui, senza relazioni, è veramente una menzogna, forse la menzogna più grande della modernità. 

Ho trascritto un passo de “L’avventura di Pinocchio” in cui Franco Nembrini affronta, in un passaggio cruciale, la questione della libertà. Quando tra amici ci siamo confrontati sulla prima parte della storia la nostra Elisa, commossa, ha segnalato proprio questo passo come vitale nella propria esperienza. Rifletterci significa davvero ribaltare ciò che “la modernità” ci “educa” a condividere…

Catechesi d’Avvento: Dio. L’audio.

“Tu cominci appena a cercarlo, e Cristo ti è già vicino. Non può sottrarsi a chi lo desidera, lui che si è manifestato a chi non lo attendeva; poiché Cristo è amore”.

Ambrogio nella Liturgia di una vergine e martire

fonte: Radiorizzonti inBlu

Catechesi d’Avvento: Dio

unnamedcatechesiavvento2017Carissimi,

qui di seguito trovate il testo della Catechesi di Avvento tenuta ieri nella Parrocchia Ss. Pietro e Paolo di Saronno e animata dal gruppo “storico” del Betania’s Bar.

Lasciandoci guidare e ispirare dal Catechismo della Chiesa Cattolica, abbiamo lavorato sulle tre lettere che da millenni scuotono il cuore di noi creature: Dio.

Attraverso il metodo dell’Officina di espressione, caro all’associazione Bombacarta, evitando le trappole di un inutile “fare accademia”, abbiamo messo in dialogo tra loro testi e brani musicali.

A noi il risultato piace molto. E ve lo proponiamo, sperando di ricevere numerosi riscontri.

Un grazie speciale a Silvia e Norma, Stefano e Maurizio, Giordano e l’impareggiabile Giannino che con il “coretto” della parrocchia Regina Pacis ha regalato bellezza alla parte musicale.

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Sacro stupore.

Sergio Alvarez – visto su Enpermanence blog

I regali con cui ricopriamo i figli e quello che spetta loro davvero

Caro Avvenire,

la bicicletta azzurra che negli anni Sessanta i miei genitori mi regalarono per il mio decimo compleanno, mi rese un bimbo felice. Negli anni successivi anche l’Elvis Presley di latta che suonava e cantava, il disco volante che s’illuminava sibilando e il proiettore con le diapositive di Braccobaldo, mi fecero toccare il cielo con un dito. Ma bastava anche un semplice pallone, dei soldatini o delle biglie di vetro colorato per darmi molta gioia.

Ancora oggi ricordo i giocattoli della mia infanzia, e soprattutto l’indescrivibile emozione che provavo nel riceverli. Ringraziavo coprendo di baci i miei genitori, aprivo l’incarto col cuore a mille e chissà quanto stupore si leggeva nei miei occhi. In quegli anni i regali erano piuttosto rari, avevano il significato del premio e anche per questo ogni dono era un evento da ricordare. Momenti magici che i bambini di oggi ricevendo continuamente tutto, non possono gustare: nulla li emoziona più, se non per qualche attimo. Purtroppo i frenetici ritmi dei nostri giorni, talvolta sono causa di una minore attenzione nei loro confronti, e il regalo diventa una sorta di compensazione.

Di cosa hanno davvero bisogno i nostri bambini? Probabilmente di essere guardati di più negli occhi e di essere ascoltati, magari qualche volta con tv e cellulare spenti. E qualche sera di addormentarsi semplicemente ascoltando una fiaba.

Michele Massa, Bologna

MARINA CORRADI

Questa lettera mi ha fatto venire in mente i miei primi Natali, quando ogni pacco lucente conteneva una meraviglia lungamente attesa e sognata. Eppure c’era sempre un istante, una volta aperti tutti i regali, in cui li guardavo, uno accanto all’altro, nuovi, bellissimi, e tuttavia mi pareva che qualcosa mancasse. Che tutti quegli oggetti ancora non fossero sufficienti a corrispondere al desiderio con cui avevo aspettato quel giorno. Continua a leggere