Vitamine di misericordia. Sudarsi il pane. (2)

se il SignoreGrazie Anna! Condivido con i miei amici:

«Se il Signore non costruisce la casa,
invano vi faticano i costruttori.
Se il Signore non custodisce la città,
invano veglia il custode.
Invano vi alzate di buon mattino,
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore:
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.
Ecco, dono del Signore sono i figli,
è sua grazia il frutto del grembo.
Come frecce in mano a un eroe
sono i figli della giovinezza.
Beato l’uomo che ne ha piena la faretra:
non resterà confuso quando verrà a trattare
alla porta con i propri nemici.»

dal Salmo 127 (126) 1-2

 

Pane, il pane. Non ne abbiamo perché andiamo a faticare da mattina a sera, ma perché Dio, nella sua Provvidenza infinita, ce ne dà, nel sonno, senza che ce ne accorgiamo, senza che ce lo meritiamo, senza averglielo chiesto.

Vi abbraccio, alla prossima
Anna

IV Domenica dopo il Martirio di San Giovanni Battista: omelia

paneAlzati, mangia!. Questo imperativo è tutto per la vita. Il contesto è quello di Elia, seduto sotto una ginestra, deluso dalla vita e trapassato da un desiderio difficile:

Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri.

Elia vive un momento di profondo scoraggiamento. E a volte capita anche a noi, quando ci sembra che non c’è più nulla di buono nella storia, quando il cammino si fa incerto e i problemi sembrano più grandi delle nostre spalle.

E ci sentiamo condannati, presi di mira, stretti e indifesi. E magari anche noi rannicchiati da qualche parte a dire Signore, basta! Non ce la faccio più, sono stanco!

Continua a leggere