Noi, la famiglia dei santi.

Don Barbareschi con l’allora card. Montini

Una serie di circostanze ha ritardato la pubblicazione di questo post della Nostra Antonietta Porro. E’ uscito in tempo, invece, sul bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina nella rubrica dal titolo “Tu lo hai fatto come un Segno”. Noi lo leggiamo, appunto, oggi: non rinunciamo di sicuro. Grazie Antonietta!

Come ogni anno, abbiamo festeggiato da poco tutti i Santi. Lo abbiamo fatto in un contesto sociale nel quale il 1° novembre coincide con la festa di Halloween – artificiale e commerciale come poche altre, visto che non ha proprio nulla a che fare con le nostre tradizioni – più che con quella di Ognissanti. Lo abbiamo fatto, come ogni anno, subito prima della commemorazione dei defunti: l’immediata successione di queste due ricorrenze nel calendario non è casuale; solo guardando al loro rapporto esse possono essere comprese appieno.
I Santi, infatti, sono gli amici di Dio, o, per dirla con le parole dell’ Continua a leggere

La Bellezza di Paolo VI.

opera di Alvaro Delgado

Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione.
La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alle vostre mani…
Che queste mani siano pure e disinteressate! Ricordatevi che siete i custodi della bellezza nel mondo.

Messaggio del Santo Padre Paolo VI  agli artisti a chiusura del Concilio Vaticano II, 8 dicembre 1965

Paolo VI dopo il terremoto del 1976 in Friuli.

…sono parole, sono Parole chiarissime, tremende e stupende che, nella circostanza, vorrei poter anche io ascoltare, accogliere, vivere. Perché alla perdita di tutto non si assommi nell’inventario la perdita di Dio. Dov’era Dio? Dio era, è, sarà proprio lì. “Il Signore dà. Il Signore toglie. Sia benedetto il nome del Signore!” Il post che segue, con le parole di papa Paolo, dà “ai cuori forti e agli uomini buoni” le ragioni, la Ragione, per riconoscere la Grazia. Proprio lì.

Una casa sulla roccia

web-paoloVI

«Noi non vogliamo dire di più davanti ai lutti e alle rovine dalle dimensioni tragiche, che sembrano superare ogni misura e rifiutare ogni conforto. Vogliamo comprendere e raccogliere in silenzio riverente il grido ineffabile di questa acerbissima pena. Ma una parola non possiamo tacere per i cuori forti, per gli animi buoni: niente disperazione! Niente cecità del fato! La nostra incapacità a dare una spiegazione, che rientri negli schemi abituali della nostra breve e miope logica, non annulla la nostra superiore fiducia nella misteriosa, ma sempre provvida e paterna presenza della bontà divina, che sa risolvere a nostro vantaggio anche le più gravi e incomprensibili sciagure».

Sono le parole di Paolo VI, pronunciate il 9 maggio 1976, pochi giorni dopo il devastante terremoto del Friuli.

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