Chiedete a questo padre.

Thomas Darnell – Peonies. pittura iperrealista

So che prova un padre, e lo lascio esprimere a Péguy.
Ma mi preme la mia prospettiva di figlio (faticosamente) maturo.
Emancipati da una prima sottomissione si profila la possibilità di “liberi soggiacere”. (cit.)
Non appena intuisci che la Libertà è il Paradiso che te ne fai di una “zavorra” che rischia di portarti sotto?
Grazie di cuore agli amici Lucia, Gabriele ed Alèudin per la cura.

Maurizio

Chiedete a questo padre se il momento migliore
non è quando i suoi figli incominciano ad amarlo come degli uomini,
lui stesso come un uomo,
liberamente,
gratuitamente,  Continua a leggere

Il mio istante e l’eterno.

Il contributo degli amici è determinante per il Bar. Apre la mente, allarga la prospettiva, fa pensare bene. Ragazzi, come chiedono i bambini: ANCORA!

Oggi il… soccorso ci giunge gradito dalla nostra Gemma, anima gentile. Sì, perché credo che riflessioni come quella che pubblichiamo di seguito, tengano viva, vivissima, la Speranza. Qui ci si svela di un credito aperto per noi in Paradiso. Ciò che ironicamente chiamiamo appunto “punti Paradiso”…  vengono davvero computati. Dal Sito della Fraternità San Carlo, novembre 2017.

In Paradiso rimarranno, trasfigurati, i segni fisici di questa nostra vita, testimonianza bella e perenne di ciò che è avvenuto nel tempo, sulla terra.

Una meditazione di Paolo Sottopietra* sul Paradiso, il “per sempre” del Cielo che è già preparato nella nostra vita terrena.

Il razionalismo del nostro tempo ha indebolito in noi la capacità di immaginarci concretamente il Paradiso, l’ultimo porto della nostra vita. L’eternità ci appare come un non-tempo. Le uniche immagini che ci soccorrono sono una luce abbagliante, che non lascia distinguere forme e contorni, o un’aria rarefatta attraversata da nuvole bianche. Fatichiamo perciò ad avvertire che il nostro presente ha a che fare con il per sempre del Cielo e siamo perciò meno disponibili alla fatica della lotta quotidiana per la verità di noi stessi e del mondo in cui viviamo. Per lottare, infatti, dovremmo essere convinti che gli atti e le scelte che compiamo contino realmente.

Ma l’eterno non è un’atmosfera vuota. Dopo la sua Continua a leggere

Cosa mi salvò quando morì mia figlia. E dopo.

Fiammetta, ti garantisco solennemente le mie preghiere quotidiane. Grazie per il sacrificio della tua bambina e per il tuo. Mi sento, senza alcun titolo, di assicurarti che non è dolore sprecato ma dolore santo e donato. Ma perdonami per la mia presunzione. Felice di averti “conosciuta”. Maurizio

il blog di Costanza Miriano

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di Fiammetta Portinari  per La Croce quotidiano

Il fatto di cronaca recente riguardante l’eutanasia applicata ad un diciassettenne belga ha sollevato un ampio dibattito e questo è doveroso, perché il tema è scottante, critico, cruciale direi. C’è chi ha fatto discorsi generali sulla perdita di umanità di una società che preferisce suggerire la morte rapida ai suoi malati sofferenti piuttosto che occuparsi di curare e lenire il loro dolore. C’è chi ha esaltato la ricchezza che il malato costituisce per chi gli sta accanto, magari raccontando la propria toccante e tragica esperienza.

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Gruppo d’ascolto: il buon ladrone (Lc 23, 32-43)

buon_ladrone32Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
33Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. 34Gesù diceva: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. 35Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: “Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto”. 36Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto 37e dicevano: “Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso”. 38Sopra di lui c’era anche una scritta: “Costui è il re dei Giudei”.
39Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!”.  40L’altro invece lo rimproverava dicendo: “Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? 41Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male”. 42E disse: “Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno”. 43Gli rispose: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”.

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Gruppo d’ascolto: il buon ladrone.

ladroneSettimo incontro del gruppo d’ascolto (Lc. 23, 32-43)

Qui stupisce la profonda comunione di Gesù con i peccatori: non distingue più se stesso e il proprio destino da quello dei peccatori. Gesù si è fatto peccato. L’abbassamento ha raggiunto il suo vertice. Solo contemplando questo mistero intuiamo che cosa sia la misericordia di Dio.

Stupisce l’amore per il nemico che qui si realizza. Che cosa ama nel nemico? Non ciò che fa o ha fatto, ma il suo destino, cioè ciò per cui è fatto. Se ciò per cui è fatto è Cristo allora non è un nemico!
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“Rimprovero” di mons. Mario Delpini

procacciniUn orecchio teso anche alla nostra Chiesa cattedrale. Ieri sera monsignor Delpini, amico della nostra parrocchia, ha tenuto in Duomo l’ultima Via crucis diocesana. Pubblichiamo il testo della riflessione.

Si tratta di un accorato e affettuoso rimprovero a tutti noi, quando siamo discepoli timidi, indaffarati, complessati, aggressivi e presuntuosi, esibizionisti. Ma si procede nel cammino con la speranza rinnovata che un seme, posto un Venerdì nella terra, morendo per tutti, riaprirà le porte del Paradiso.

Via Crucis
Duomo di Milano – 24 marzo 2015

L’attrazione universale

1. Il rimprovero.
Questa celebrazione è un rimprovero per voi, per noi, discepoli timidi, che non osate dire a tutti che Gesù è morto per tutti e in nessun altro c’è salvezza (At 4,12) se non in lui: chiamate rispetto della coscienza altrui la timidezza che Continua a leggere