Spirito Santo, Gaber e la matematica.

Proponiamo per l’imminente festa della Pentecoste questa originale meditazione di don Giacomo Rossi sullo Spirito Santo. (Gv 1,29-34) Ci accompagna a cercare la nostra salvezza almeno fuori da noi. In particolare, evidentemente, in Gesù Cristo. Fino a sperimentare “il Battesimo dello Spirito”.

“Vorrei sottolineare solo un aspetto di questo Vangelo che trovo ricorrente anche nella mia vita: Giovanni vede la propria salvezza indicando qualcuno da seguire. Non indica sé stesso, non indica un modello di vita né confida nella forza di volontà dei singoli che possano sistemare i propri errori. La salvezza è qualcuno che si incontra fuori da sé. Non ci si salva facendo bene, ma riconoscendo qualcuno che ci sta davanti, che è fuori da noi. Come il dito di Grunewald (dito di Giovanni Battista, appunto. “Egli deve crescere, io, invece, diminuire”. n.d.r.) nella pala di Colmar: punta non verso sé stessi, ma punta a un uomo che ti sta Continua a leggere

Omelia di don Giacomo Rossi per la Pentecoste

SpiritoQuando sei anni fa sono diventato prete diversi amici mi chiedevano come mai avessi fatto questa scelta. Per me non era facile rispondere. Ho capito allora che era difficile rispondere a questa domanda. Questo perché era difficile dire che il Signore esiste nella nostra vita e che è lo Spirito che ci suggerisce realmente quello che è giusto fare. E questo era complicato perché la gente si aspettava altre risposte. Era difficile dire quale fosse il punto fondamentale. Ora, penso alla mia storia ma penso anche alla vostra cioè a quella di tanti ragazzi che sono qui, che hanno deciso di essere qui a Messa oggi malgrado i loro compagni non vengano.  O magari, Continua a leggere

Pentecoste. Omelia di don Mario Delpini. (1)

 

225px-Rublev_Saint_PaulProponiamo la prima parte dell’omelia di Pentecoste dello scorso anno del nostro don Mario:

Gemiamo interiormente
Rm 8,23

1. C’è un gemere …
C’è un gemere che è seminagione di malumore, il lamento inconcludente, l’inerzia del malcontento così ripiegato su se stesso da non lasciare varchi alle domande, alle sorprese, alle rivelazioni.
C’è un gemere che è lo sfogo dell’insofferenza, quell’essere esasperati che rende intrattabili, quella suscettibilità che interpreta tutto in male e ogni minuzia malriuscita come una offesa personale intenzionale. Continua a leggere