Il ritorno dell'”Urlo di Munch”

the_screamEra il 24 settembre 2015 quando su questo blog si scriveva di Grazia e dell’Urlo di Munch … ed ecco che a più di un anno di distanza da quel post, ritorna nella mente quel quadro …

Ma andiamo con ordine …

L’altra sera con i giovani della Comunità Pastorale si è discusso sul tema delle periferie esistenziali, una delle parole chiavi del magistero di papa Francesco e mi è venuto alla mente quel quadro …

Quell’urlo, quella disperazione non sono altro che le grida, a volte silenziose, di tutte quelle persone che si trovano alle periferie delle città, della società e anche dell’esistenza; quelle persone che vanno per la strada da soli, con la loro delusione, che vagano senza meta […] Il grande senso di abbandono e di solitudine, di non appartenenza neanche a se stessi che spesso emerge da queste situazione, è troppo doloroso per essere messo a tacere (dal discorso del Papa all’episcopato brasiliano nel luglio del 2013).

C’è bisogno allora di qualcuno che sia in grado di sentire queste “urla nel silenzio”, ma non solo; servono persone che si mettano in gioco per uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo (dall’esortazione apostolica Evangelii Gaudium). E, sul fondo, si intravedono due figure (come è scritto all’inizio del capitolo 10 del Vangelo di Luca “Il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due”) che si stanno avvicinando … è la Chiesa in uscita (altro termine tanto caro a papa Bergoglio), la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano perchè tutti i cristiani siamo chiamati a prenderci cura della fragilità del popolo e del mondo in cui viviamo (dall’esortazione apostolica Evangelii Gaudium).

In un panorama fatto di linee curve che si rincorrono, c’è qualcosa che rimane diritto, qualcosa a cui aggrapparsi … è quella speranza che, in più occasioni, il papa ha chiesto di non lasciarsi rubare perchè, come ha detto ai detenuti nel carcere di Padova un mese fa, la speranza non delude.