La nostra strada.

Fausto Corsetti oggi ci propone un metodo con cui continuare il nostro cammino: preghiera che ci faccia raggiungere l’armonia che, riconoscendo la Bellezza, ci faccia amare la Vita. Ma che bello questo Bar!

Per quanto ci sforziamo di fare bene ogni cosa, avvertiamo a volte nella nostra vita delle stonature. Siamo andati forse oltre la buccia della vita, e stiamo cercando il sapore del frutto vero, la dimensione nascosta.
“Sentimenti contraddittori” ci tormentano: la contraddizione è una componente di molte esistenze. Siamo contenti di quello che facciamo e abbiamo, però… Dentro di noi albergano sempre dei “però”, delle immaginarie alternative alla vita che viviamo, che mai potremo sperimentare, ma che ci illudono con le loro chimere.
Non che i nostri umanissimi desideri siano completamente sbagliati, ma Continua a leggere

Salmo 89,12. La sapienza del cuore.

albadalmiobagno“Signore, insegnaci a contare i nostri giorni

e giungeremo alla sapienza del cuore”.

E’ il desiderio di vivere una vita piena, non solo di cose da fare, ma di senso. Il calendario, ahinoi, scandisce inesorabile i giorni che passano e sembrano spesso troppo, troppo corti.

C’è da chiedere la saggezza per affrontare ciascun giorno, anche quello più duro, con l’entusiasmo che “tocca” (a)i figli di Dio.

Grazie Silvia! Anche per l’ispirazione.

 

 

 

Poesia e nostalgia dell’Infinito. (4) Siamo giunti al punto.

vuoto…”Analogamente, leggiamo Leopardi quando ci turba, scavalcando tutte le parole, la nostalgia dell’infinito. La nostalgia di una non meglio precisabile res amissa, come la chiamava Giorgio Caproni: «Tutti riceviamo un dono. / Poi, non ricordiamo più / né da chi né che sia. / Soltanto, ne conserviamo / – pungente e senza condono – / la spina della nostalgia»(Generalizzando).

Qual è la res che abbiamo perso ma che tanto ci punge? «Non ne trovo traccia», scriveva Caproni, «non ne scorgo più segno», «non spero più di trovarla»: eppure torna a farsi sentire, a non lasciarci tranquilli, proprio nell’esperienza della poesia. A mancarci al punto da costringerci a chiedere chi sia mai questo «sconosciuto», che stranamente sentiamo come l’«amico» che ci aspetta al fondo di noi stessi, per dirla con le struggenti parole di Pär Lagerkvist: Continua a leggere