«Staccate la spina»: anche Isaiah come Charlie?

I genitori di Isaiah Hastrup

Peccato che in molti ci irridano pensando al “voto utile” e alla matematica! C’è chi confida nella Provvidenza (…e grandinerà su questa affermazione…). L’unico partito che fa del suo programma una difesa della famiglia in tutte le sue declinazioni è il Popolo della Famiglia. Ci direte che ci siamo sbagliati? Ammetteremo l’errore. Ma che la realtà imponga un approccio deciso e che sia ora di urlarlo dai tetti è sempre più urgente. Balle? Leggete questo “aggiornamento”…

FRANCESCO OGNIBENE su Avvenire di oggi.

I giudici hanno respinto il ricorso dei genitori di Isaiah, il bambino d’un anno reso gravemente disabile da un parto drammatico. La tesi è la stessa per Charlie e Alfie: “è nel suo interesse” morire.

Dopo Charlie e Alfie, ora anche Isaiah. Un giudice inglese ha bocciato ieri il ricorso di Lanre Haastrup e Takesha Thomas, genitori del bambino nato il 18 febbraio di un anno fa al King’s College di Londra con un parto drammatico che per effetto della lunga mancanza di ossigeno ne compromise gravemente le capacità del cervello e la mobilità. Ricoverato da allora, il piccolo Isaiah vive attaccato al ventilatore meccanico dal quale dipende per la respirazione.
I medici, accusati dalla famiglia per quanto accaduto alla nascita, da tempo ritengono che l’insistenza dei genitori per tenerlo in vita nella speranza di ottenere qualche beneficio da altre terapie configuri accanimento terapeutico. Tesi sposata dai Continua a leggere

Lettera aperta di padre Maurizio Botta a Mario Adinolfi.

Riprendo dal Blog di Costanza Miriano questo post per un unico motivo. Stimo un sacerdote, una giornalista-mamma e un politico-giornalista. Si tratta rispettivamente di Padre Maurizio Botta che scrive, Costanza Miriano e Mario Adinolfi. Qui si parla di POPOLO DELLA FAMIGLIA. Mi permetto di proporlo alla benevolenza degli amici del Bar, nel rispetto delle opinioni personali di ciascuno. QUI il post originale

Caro Mario,

tu ormai un po’ mi conosci, sai che come sacerdote desidero al di sopra di tutto che le persone trovino Gesù e quando la loro coscienza non è rettamente formata esulto nel vedere che accettino di aprirsi e confrontarsi con il Catechismo e il Magistero della Chiesa. Questo mi accade ogni giorno ed è per me prezioso. Mi stanno a cuore tutte le anime e la fede in Gesù verrà sempre prima di ogni appartenenza politica. Per questo motivo ho sempre il timore che qualcuno possa, seppur per un lecito e doveroso ragionamento politico, rimanere scandalizzato.

Conosco bene i limiti che il mio essere sacerdote mi impone. Ma su questo punto ho assistito, in anni più o meno passati, a interventi pubblici di uomini di Chiesa così forti, da non riuscire a non sorridere per l’indignazione di alcuni davanti a un appello umile con cui 200 sacerdoti, religiosi e religiose hanno voluto sostenerti. Dice un proverbio: vino e sdegno rendono manifesto ogni disegno.

La mia è una lettera pubblica di un amico che incoraggia un amico. Anzi, che sente il bisogno di dire alcune verità mai dette sull’uomo Mario Adinolfi.

Non penso tu sia un santo, ma sicuramente molto migliore di tanti più magri e pettinati. Ho imparato a conoscere anche Continua a leggere

“Siamo un Popolo e abbiamo un programma”.

La stima tra i cattolici non è un optional.

Osiamo oggi parlare di politica. A dire il vero ci siamo azzardati in argomenti ben più compromettenti, ma il “rischio”, come ci ricorda la nostra Silvia, è una possibilità.
Anzi: lasciamo interloquire due personaggi, in qualche modo, ingombranti. Si tratta di Mario Adinolfi, direttore de La Croce e di Marco Tarquinio per Avvenire“. La fonte è Avvenire del 5 agosto 2017.

Caro direttore,

sono stato amico di Giovanni Bianchi (ex presidente Acli e Ppi scomparso il 24/7 scorso. n.d.B’sB) con cui ho condiviso i pochi anni di vita del Partito popolare italiano dalla rifondazione nel 1993 fino al Consiglio nazionale che ne determinò lo scioglimento dieci anni dopo (e fui l’unico consigliere nazionale Ppi a votare contro la proposta di confluire nella Margherita). Ricordo di Giovanni, insieme, fermezza e candore: due qualità che non sempre marciano insieme in una persona. Per conoscerlo bene andavano letti i suoi libri di poesie, davvero stupefacenti. Colgo l’occasione fornita da Franco Monaco per accennare a qualche considerazione sul futuro dei cattolici in politica, Continua a leggere