La classe dirigente e la direzione da indicare.

Grazie all’amico LUIGI PATRINI che dalla Prealpina del 16 luglio scorso ci aiuta a ragionare di politica, e non solo…

Qualche giorno fa concludendo, la sessione
residenziale della Conferenza episcopale
lombarda, monsignor Mario Delpini ha usato
parole forti riferendosi alla situazione politica
nazionale. Con grande onestà e coraggio –
perchè per dire certe cose, anche se vere, ci
vuole davvero coraggio e grande libertà interiore
– egli ha detto che “quando la classe
dirigente non sa indicare una direzione il popolo
si disperde in tutte le direzioni, si frantuma
in interessi contrastanti, si logora in contenziosi
interminabili e in contrapposizioni irrimediabili.
Quando la classe dirigente e i capi
non sanno come contrastare il nemico che Continua a leggere

Con Giovannino il popolo risorge sempre.

Cinquant’anni fa moriva Giovannino Guareschi. Con don Camillo e Peppone ha lasciato un’importante eredità da recuperare per gli uomini di oggi.

GIORGIO VITTADINI  Il Sussidiario – 20 LUGLIO 2018 –

Cinquant’anni fa, il 22 luglio 1968, Giovannino Guareschi lasciava improvvisamente questo mondo. Aveva sessant’anni. Quello che spinge a parlare di lui non è solo la ricorrenza e il dovere di ricordare uno degli scrittori italiani più tradotti nel mondo (142 lingue) insieme a Dante Alighieri. E nemmeno il desiderio di rendere giustizia a un genio dell’umano così incompreso e ingiustamente bistrattato. Il fatto è che le vicende vissute da don Camillo, da Peppone e dai tanti altri personaggi meno conosciuti, così come le considerazioni contenute negli articoli del settimanale Candido che dirigeva e i giudizi taglienti espressi nelle sue vignette, hanno molto da insegnare, non “anche”, ma soprattutto oggi e in vista del domani. Almeno per una serie di fattori.

Il primo riguarda il riferimento al popolo, Continua a leggere

Il desiderio spropositato.

il_duomo_florence_italy“Il cristiano è così certo di appartenere a un Popolo che viaggia nella Storia che il suo desiderio non ha la forma del di lui limite”.

Dal desiderio di Arnolfo di Cambio e da un libraio di Barcellona, oggettivamente incapaci di grandezze, ebbero origine nientemeno che la cupola DEL BRUNELLESCHI e la Sagrada DI GAUDI’.

Mi è chiara la possibilità, nella Chiesa, di desiderare e “costruire” in GRANDE. Mi è un poco più comprensibile come io mi sia permesso di “mettere al mondo” quattro figli senza perdere la speranza di “potercela fare”…

Rendo grazie al Signore!