La preghiera PER l’altro.

Generoso lo spirito di questo post, dal blog amico “Matrimonio cristiano”.

Ho pensato, leggendolo, bello, suggestivo, un po’ impegnativo: non appena sarò un po’ più “a pari” col lavoro, quando avrò ripreso un po’ di fiato, prima mi voglio sentire col prete…

Mi sa che così perdo tempo utile alla mia felicità, e a quella della mia famiglia. Meglio sia SUBITO… No?

MARCO CHIAVINI

Oggi voglio essere un po’ critico, concedetemelo. Tranquilli, lo sarò nei miei confronti! Mentre guardavo un film, alcuni giorni fa, mi sono interrogato sul mio modo di pregare per mia moglie. Mi sono accorto che le mie preghiere alla fine ruotavano sempre intorno ai miei desideri, cioè chiedevo per lei delle cose che in fondo avrebbero fatto felice me, erano delle preghiere che chiedevano un cambiamento negli atteggiamenti, nei gesti. Mi sono scoperto egoista anche in questo frangente, allora aiutato dal film in questione ho iniziato a pregare veramente PER lei, chiedendo a Cristo di abitare il suo cuore, di donarle il Suo Santo Spirito, di ricolmarla di ogni bene e benedizione! Così le cose cambiano, pregando in questo modo si scopre piano piano il desiderio di vero bene per la propria moglie! Purtroppo per tanti motivi, invece, siamo portati a vedere l’altro/a come un nemico, come colui o colei che non ci dà abbastanza, non riempie a sufficienza il mio vuoto, ma chi ci sta a fianco è un forte alleato nella ricerca di Colui che può dare la pienezza che cerchiamo, solo Egli può riempire il vuoto e non un’altra realtà ferita come la mia. Questa alleanza sancita nel matrimonio cristiano, unita e immersa nella grazia di Cristo è la via per la salvezza e la felicità che tanto desideriamo. Ovvio, a volte la via è in salita, ci sono dei pericoli, ma possiamo sempre guardare a Gesù Cristo che ha fatto prima di noi il cammino sulla terra tenendo sempre fisso lo sguardo sul Padre. Continua a leggere

Diamo i numeri?

   Pellegrinaggio Macerata – Loreto.   10 giugno 2017.   “Mi ami tu?”

Non ne sentiremo parlare quasi per niente in questi giorni. Peccato. L’anno scorso hanno partecipato al Pellegrinaggio circa CENTODIECIMILA persone.

Significa VENTISETTEMILIONIECINQUECENTOMILA Ave Maria,                     DUEMILIONISETTECENTOCINQUANTAMILA Padre nostro. Concentrati in OTTO ore. Con una quantità adeguata di Canti, adorazione Eucaristica, testimonianze e fiaccolate. La notte più “intensa” che si possa vivere ogni anno in Italia.

 

Felici di che?

Lettere. Migranti «portatori sani di felicità»? Vita nelle vene di un mondo invecchiato

MARINA CORRADI

Caro Avvenire,

quello che manca è la felicità. Non la vedi per le strade, nei palazzi, dentro le case. Forse non vedi quello che non hai, ma ditemi voi dov’è la felicità nel mondo? Se si leggono le classifiche, il Paese più felice (ottimista) al mondo è la Nigeria, lo stesso Paese da cui scappano migliaia di migranti che si muovono ogni giorno dalle coste libiche. Paradossi, dovremmo dire. Si può essere felici in un Paese “povero”? Non so, ma è un fatto che per le strade dell’Africa si vedono più persone sorridenti, più strette di mano, abbracci… sarà un fatto anagrafico: tanti giovani, sarà che c’è una visione del mondo senza contrasti tra materia, spirito, anima e corpo, fede e quotidianità, ossia un pensiero sempre orientato alla vita. Ma quando vediamo la gente sbarcare pensiamo che sono portatori sani di felicità e solo Dio sa quanto ce n’è bisogno oggi in Italia.

Fabrizio Floris

Mentre l’Italia si divide aspramente sulla accoglienza ai migranti, e non pochi invocano respingimenti di massa dell’“invasore”, il signor Floris definisce i migranti «portatori sani di felicità», quasi anticorpi introdotti nel vecchio Occidente. Ora, io non so se il lettore abbia ragione, tuttavia una riga della sua lettera mi ha colpito: «Quando vediamo la gente sbarcare…». Continua a leggere

Inquietudine è guardare “giusta” la realtà.

senza-inquietudineIl mio biglietto d’auguri a Silvia G.

DON GIACOMO ROSSI

Is 5,1-7; Sal 79; Gal 2,15-20;  Mt 21,28-32

Ultima S. Messa a Saronno,

Tante volte, finita una vacanza o al termine di una giornata, ho chiesto ai ragazzi: “cosa abbiamo vissuto davvero?”
Saper vedere la realtà è infatti una questione decisiva. Tutti sappiamo cosa sia giusto o sbagliato (come il secondo figlio della parabola della Vigna), ma saper vedere quella persona concreta, saperla guardare negli occhi… saper vedere l’esperienza vissuta, saper vedere cosa è stata una giornata o tre anni…. questa è tutta un’altra questione.

Cosa insegna questo Vangelo sul saper guardare la realtà? Anzitutto, guardare la realtà cristianamente non è mai addolcirla. Il primo figlio della parabola dice: “non ne ho voglia!” (anche io in questo momento direi “non ho voglia di andarmene”).

Invece, per il Vangelo saper vedere significa tenere viva l’inquietudine. Perché ogni volta che Continua a leggere

Essere piccoli, per dialogare con Dio.

preghieraAnche il post che segue è una perla, scelta dallo Scrigno della Memoria della nostra Antonietta Porro e già pubblicata sul Bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina. Ci parla di familiarità con Gesù. 

Mio padre mi raccontava spesso di suo nonno paterno, il suo pa’ Sin, dove Sin è la forma sincopata per Luisìn, Luigi. Il pa’ Sin, detto anche pa’ Biund, perché in paese era noto come el Biund, il Biondo, per il mio papà, orfano di padre, era stato la figura maschile di riferimento. Era uomo d’altri tempi, certo, e lo aveva cresciuto come i padri crescevano i figli nella Brianza contadina di primo Novecento: capace di adattarsi alle difficoltà, di vivere dell’essenziale e soprattutto di riconoscere che c’è Qualcuno di più grande sopra di sé Continua a leggere

Come mendicanti bussando alle porte di Dio.

Norman Rockwell: "Freedom from worship"
Norman Rockwell: “Freedom of worship”

Domandare senza stancarsi mai, perché il desiderio già significa amore. (Lidia)

RENATO BOCCARDO (arcivescovo di Spoleto – Norcia)

Subito dopo aver donato ai discepoli il «Padre nostro», Gesù raccomanda loro la perseveranza, caratteristica indispensabile della preghiera, e lo fa raccontando la parabola dell’amico importuno (Lc 11, 5-13). In effetti, uno dei maggiori ostacoli alla preghiera è la mancanza di costanza. Ci si scoraggia e si dimentica così presto di pregare! Bisogna invece domandare, cercare, bussare «senza stancarsi mai» (Lc 18, 1). Dunque Gesù non ci dice solo di pregare come figli, ma ci chiede di insistere. Tutti i particolari di questa Continua a leggere

Pillole di misericordia. Mia Martini (2)

miaProponiamo di emozionarci con un’altra canzone di Mia Martini. E’ una Preghiera nel titolo e nel testo, di Stefano Rosso. E’ una canzone da leggere, più sotto abbiamo trascritto i versi, e da ascoltare per la voce nitida e garbata dell’interprete e per l’arrangiamento “mozzafiato” di Luis Bacalov (Luis Enriquez). E’ stata pubblicata proprio quarant’anni fa e pensiamo non sia peccato annoverarla tra le nostre “Pillole di misericordia”. “…Io chiedo solamente: di me non ti scordar. Ma l’uomo non capisce e cosa fa? Ha il mare in tasca e l’acqua va a cercar…” Ricorda E mi sorprende di Sequeri: “Ma Tu Signore ricorda sempre di non lasciarmi solo, anche se io qualche volta mi scorderò di Te”. Troppo ardito il richiamo?

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Finché tramonta il sole                                                                                                                             finché la terra va                                                                                                                                           tu dona o mio Signore

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