Con una «compagnia» così grande da non aver più paura delle stanze vuote.


Bellissimo: Marina Corradi, e non è la prima volta, sembra colloquiare con noi del Bar. E’ infatti stato pubblicato proprio oggi su Avvenire un articolo che mette a tema la solitudine e gli anziani. Il dialogo sembra valorizzare i commenti dei nostri Lucetta e Fausto. E la chiusura, come sempre, è illuminante e decisiva.

Caro Avvenire,
qualche giorno fa tra amici abbiamo parlato della solitudine. È sempre negativa? La si sceglie, la si subisce? Qualcuno ha scomodato Nietzsche, altri Sartre, altri ancora Camus. Le idee erano confuse, ognuno diceva la sua. Tranne uno, chi realmente viveva da solo. Che poi, infastidito dalle nostre elucubrazioni filosofiche, non si è più trattenuto: «Ragazzi, la solitudine è cercare le monoporzioni al supermercato, ritornare a casa e trovare le luci spente, prepararsi il caffè con la moka monotazza, lavarsi i denti con lo spazzolino solitario nel bicchierone, aprire il frigo tristemente semivuoto, brindare da solo, facendo “cin” con la bottiglia. E il tutto nel silenzio, la voce della solitudine ». Nessuno ha aggiunto altro…

Michele Massa Bologna

La solitudine raccontata dall’amico del nostro lettore è tanto vera che mi è parso, leggendo, di sentirla. Come un alito di freddo, addosso. Anche io ho provato, da ragazza, a vivere sola, e mi ricordo come fosse oggi il rumore della serratura e la porta che si spalancava sulla casa muta, identica a quando la avevo lasciata. Accendere la tv, solo per sentire delle voci. Il frigo mezzo vuoto. La spesa, al supermercato, piccola, e gli altri attorno con i carrelli pieni. Salendo le scale, voci e rumori dagli appartamenti degli altri, non dal mio. E quasi una sommessa vergogna nel Continua a leggere

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Classe.

Un ritorno veramente gradito. Oggi il nostro Giordano è tornato a proporci una lettura interessante. Episodi di vita quotidiana: io mi sono chiesto, quasi fino all’ultima riga: “Sì, ma che cosa mi vuole dire?” E poi è tutto semplicemente chiaro. Sono chiari i bisogni delle persone. Chiari per chi ha incontrato la Luce…

Una bella signora, sempre elegante ed attenta. Attira l’attenzione della maestra, che una mattina la “vede” per la prima volta. Basta uno scambio di battute, per «aiutarmi a non riempire di vuoto i rapporti»

Otto del mattino. I bambini entrano alla spicciolata, sistemano il banco. Saluti assonnati e brontolati a mezza voce. Alcuni inciampano nelle gambe delle sedie scostate. La classe pian piano si riempie, i tavoli si occupano riempiendo gli spazi vuoti come in un solitario di carte che trova tutte le mattine la soluzione. Ognuno al suo posto, al posto giusto.

Lei è una mamma lavoratrice. Bella signora, sempre molto Continua a leggere

Facce da Italiani: Max Laudadio.

foto di Bruno Cordioli

GEROLAMO FAZZINI, su Credere, ha pubblicato il 25 maggio scorso l’intervista che segue a Max Laudadio. E confida che parte del percorso della conversione dell’inviato di Striscia è dovuta al nostro amico don Silvano Lucioni. Altra notevole “Faccia da Italiano”…

Il Vangelo è il bigino della felicità.

Giornalista e conduttore, Massimiliano (per tutti Max) Laudadio, 46 anni, è un volto noto della televisione, soprattutto tra i giovani, essendo stato prima nella squadra delle Iene e, da alcuni anni, in quella di Striscia la notizia. Da tempo gira la penisola denunciando malefatte, abusi di potere, ingiustizie… Personaggio eclettico e dinamico, spesso si coinvolge in iniziative di solidarietà e di carattere ecologico; ha pure fondato un’associazione, ON. Pochi, però, sanno (anche perché l’interessato non l’ha sbandierato) che, da un paio di anni, Laudadio si è avvicinato alla fede e che questo gli ha cambiato la vita. Parte da qui l’intervista con Credere.

Cosa ci faceva il 13 maggio a Padova, sul palco del quinto Incontro mondiale dei giovani promosso dal Sermig?

«Ho portato la mia testimonianza di fede. Sono molto legato al Continua a leggere

Don Maurizio Rolla. Ascolta!

Monsignor Rolla è un amico di vecchia data. Vorrei condividere con gli amici del Bar questo suo inedito che è insieme esortazione, preghiera e programma di vita. Grazie!

Ascoltare è, innanzitutto, verbo itinerante: non si può coniugarlo dalla poltrona o ‘fermi contro il muro’ ma in piedi con i fianchi cinti, la lampada accesa (anche di giorno) e la strada che si apre.
Ascolta i tuoi e chi incontri.
Ascolta la natura e anche ciò che non riesci a sentire…

Dio spiegato in romanesco.

IO E DIO

Ve vojo riccontà ‘na storia strana.
Che m’è successa propio l’artra settimana

Camminavo pe’ r vialone davanti alla chiesa der paese
Quanno ‘na strana voja d’entrà me prese

​Sia chiaro non so mai stato un cristiano praticante
Se c’era un matrimonio, se vedevamo al ristorante

​Ma me so sentito come se quarcuno,
Me dicesse: “dai  entra, nu’ c’è nessuno”

Un misto de voja e paura m’aveva preso
Ma ‘na vorta dentro, restai sorpreso

La chiesa era vota, nun c’era nessuno
La voce che ho sentito era la mia, no de quarcuno

C’erano quattro panche e un vecchio crocifisso de nostro Signore
“Guarda te se a chiamamme è stato er Creatore”

Me gonfiai er petto e da sbruffone gridai: “ So passato pè un saluto”
Quanno na voce me rispose: ”mo sei entrato, nu fa lo scemo mettete seduto!” Continua a leggere

La nostra strada.

Fausto Corsetti oggi ci propone un metodo con cui continuare il nostro cammino: preghiera che ci faccia raggiungere l’armonia che, riconoscendo la Bellezza, ci faccia amare la Vita. Ma che bello questo Bar!

Per quanto ci sforziamo di fare bene ogni cosa, avvertiamo a volte nella nostra vita delle stonature. Siamo andati forse oltre la buccia della vita, e stiamo cercando il sapore del frutto vero, la dimensione nascosta.
“Sentimenti contraddittori” ci tormentano: la contraddizione è una componente di molte esistenze. Siamo contenti di quello che facciamo e abbiamo, però… Dentro di noi albergano sempre dei “però”, delle immaginarie alternative alla vita che viviamo, che mai potremo sperimentare, ma che ci illudono con le loro chimere.
Non che i nostri umanissimi desideri siano completamente sbagliati, ma Continua a leggere

Macerata. Proteste per l’Ave Maria all’Università. Il vescovo: “grazie a chi ci ha ricordato che la preghiera è una forza”

Una casa sulla roccia

Docente interrompe lezione per pregare per la pace nel centenario dell’apparizione di Fatima. Scoppia la polemica. Interviene mons. Marconi: grazie perché ci avete ricordato la forza della preghiera

Il 13 ottobre la professoressa Clara Ferranti, ricercatrice di Glottologia e Linguistica al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata, fa lezione a un centinaio di studenti di Lingue e Lettere: alle 17:30 in punto si interrompe e li invita a recitare l’Ave Maria, una «preghiera per la pace» che quel giorno a quell’ora, nel centenario dell’apparizione della Madonna di Fatima, si tiene in varie parti d’Italia. Alcuni studenti pregano, altri rimangono in silenzio: di lì a poco l’episodio finisce sui social. E un comunicato di fuoco dell’Officina universitaria, un’associazione studentesca, denuncia «la limitazione della libertà personale» subita dai ragazzi.

La docente si difende, sostiene di non aver coartato la libertà di nessuno e di aver interrotto la lezione solo per pochi…

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