La vita e i letti ben rifatti.

Ci facciamo aiutare dal cardinal Ravasi a cercare di “sbrogliare la matassa”. Almeno un po’: qualche nodo, districare qualche filo, liberare un passaggio. Anche se poi sicuramente la… paura non svanirà del tutto.  La citazione finale, pur non immediata, è decisiva! Ma gustiamo la chiarezza!

“L’uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova su un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello; e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s’è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire, qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo, in somma, a un di presso, alla storia di prima.” Avete, certo, tutti indovinato di chi sia questa considerazione: siamo in pratica all’ultima pagina dei Promessi Sposi (cap. 38) e Manzoni, con l’immagine dell’infermo e dei letti, centra due aspetti fondamentali dell’umanità. Continua a leggere

Gossip: Alessandro Manzoni

confidenza

Anche Manzoni nei suoi “Promessi sposi” si è occupato di pettegolezzi, meglio, di confidenze. In questo brano il barocciaio ritorna a casa dopo aver condotto Lucia nel convento monzese di Gertrude. Poi, per una parola di troppo…

 

“Una delle più gran consolazioni di questa vita è l’amicizia; e una delle consolazioni dell’amicizia è quell’avere qualcuno cui confidare un segreto. Ora, gli amici non sono a due a due, come gli sposi; ognuno, generalmente parlando, ne ha più di uno: il che forma una catena, di cui nessuno potrebbe trovar la fine. Quando dunque un amico si procura quella soddisfazione di porre un segreto nel seno d’un alto, dà a costui la voglia di procurarsi la stessa soddisfazione anche lui. Lo prega, è vero di non dir nulla a nessuno; e una tal condizione,  chi la prendesse nel senso rigoroso delle parole, troncherebbe immediatamente il corso delle consolazioni. Continua a leggere