Incontrarsi “per caso”.

La nostra Antonietta Porro torna a farci visita. Non a mani vuote. Il filo rosso dei suoi interventi è ora “Tu lo hai fatto come un segno”. E come di consueto è condiviso con il periodico della Parrocchia di san Giulio in Barlassina. Grazie!

Siamo tutti disposti a riconoscere che nella nostra vita hanno avuto luogo incontri che l’hanno cambiata, o almeno determinata in maniera decisiva. Certamente sono tali gli incontri con l’ʻanima gemellaʼ, quelli con gli amici del cuore, quelli con chi ci ha fatto intravedere la nostra vocazione professionale… Siamo invece soliti assegnare molti altri incontri alla categoria del ʻcasoʼ, o, al massimo, della ʻbella combinazioneʼ; da questi tendiamo a farci solo sfiorare distrattamente, e non toccare nel profondo.
Una domenica di dicembre, al cimitero, un signore molto gentile, che non conoscevo se non di vista, mentre stava sistemando sulla tomba di un suo congiunto dei rami di agrifoglio mi chiese se potevano servirmene alcuni, che per lui erano di troppo: «Se non si offende…». Continua a leggere

La Provvidenza di don Giacomo Rossi.

Pubblichiamo un brano dall’Omelia dell’Immacolata, dal Blog Riscritture. Ci parla ovviamente di Maria. E del Suo sì: frutto di un’opera della Misericordia di Dio e non solo il merito di una donna.

«…La provvidenza non è il fatalismo, ma la costatazione che già tante volte siamo stati aiutati e salvati gratuitamente. Questo disegno di Dio è già stato presente e vero nella nostra storia. “La Provvidenza mi ha aiutato finora; m’aiuterà anche per l’avvenire” dice Renzo nei Promessi Sposi, insegnando così a guardare la storia e a ricordarci di ciò che abbiamo già affrontato. Ma l’immagine più bella di questa Provvidenza che non abbandona gli uomini è per me nel capitolo XVII di quel quel romanzo, quando Renzo, uscito dall’osteria dove si è fermato per rifocillarsi, vede una famiglia che chiede l’elemosina, così malmessa che neanche riesce a parlare, ma solo tende la mano. Allora, scrive Manzoni:

“La c’è la Provvidenza!” disse Renzo; e, Continua a leggere

L’arte di Longaretti. Un dono di lassù.

Trento Longaretti "Madre in riva al mare" 1962
Trento Longaretti “Madre in riva al mare” 1962

Nelle opere del pittore lombardo il popolo delle beatitudini e l’invito a seguire la strada dello spirito. Ecco la nuova “finestra sull’arte” proposta anche oggi dalla nostra Lidia.

GIOVANNI GAZZANEO

I cieli di Trento Longaretti sono cieli nuovi, nuovi come lo spirito di questo grande artista che oggi compie cento anni e che non si è mai stancato di essere fedele alla sua pittura, di amarla e farne un orizzonte per sé e per chi la contempla. «Sono il nono di tredici fratelli. Loro sono in cielo e io sono qui. Qui a stupirmi ancora della vita, a chiedermi cosa farò domani. Il regalo che chiedo al Signore? Che mi lasci continuare a coltivare il suo dono: dipingere e disegnare. Come iniziano e come finiscono le mie giornate? Da sempre nel modo più semplice, con un grazie Continua a leggere

Paolo VI dopo il terremoto del 1976 in Friuli.

…sono parole, sono Parole chiarissime, tremende e stupende che, nella circostanza, vorrei poter anche io ascoltare, accogliere, vivere. Perché alla perdita di tutto non si assommi nell’inventario la perdita di Dio. Dov’era Dio? Dio era, è, sarà proprio lì. “Il Signore dà. Il Signore toglie. Sia benedetto il nome del Signore!” Il post che segue, con le parole di papa Paolo, dà “ai cuori forti e agli uomini buoni” le ragioni, la Ragione, per riconoscere la Grazia. Proprio lì.

Una casa sulla roccia

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«Noi non vogliamo dire di più davanti ai lutti e alle rovine dalle dimensioni tragiche, che sembrano superare ogni misura e rifiutare ogni conforto. Vogliamo comprendere e raccogliere in silenzio riverente il grido ineffabile di questa acerbissima pena. Ma una parola non possiamo tacere per i cuori forti, per gli animi buoni: niente disperazione! Niente cecità del fato! La nostra incapacità a dare una spiegazione, che rientri negli schemi abituali della nostra breve e miope logica, non annulla la nostra superiore fiducia nella misteriosa, ma sempre provvida e paterna presenza della bontà divina, che sa risolvere a nostro vantaggio anche le più gravi e incomprensibili sciagure».

Sono le parole di Paolo VI, pronunciate il 9 maggio 1976, pochi giorni dopo il devastante terremoto del Friuli.

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Suor Giuliana Galli a Saronno.

Suor Giuliana Galli“Quando il dolore non è troppo
e non è troppo solo è un grande educatore.”

Suor Giuliana Galli del Cottolengo

“Non è troppo solo”. Sono le parole testuali.

Può significare, direi, che è bene che non ci sia esclusivamente il dolore o che non si rimanga troppo soli. Direi che questo dubbio sul “lessico” faccia pensare ancor più alla Compagnia del Signore…

Ecco la registrazione audio della testimonianza dell’11 febbraio scorso nella Chiesa della Sacra Famiglia in Saronno: «Perché Amare è un lavoro a giornata.»

Vitamine di misericordia. Sudarsi il pane. (2)

se il SignoreGrazie Anna! Condivido con i miei amici:

«Se il Signore non costruisce la casa,
invano vi faticano i costruttori.
Se il Signore non custodisce la città,
invano veglia il custode.
Invano vi alzate di buon mattino,
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore:
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.
Ecco, dono del Signore sono i figli,
è sua grazia il frutto del grembo.
Come frecce in mano a un eroe
sono i figli della giovinezza.
Beato l’uomo che ne ha piena la faretra:
non resterà confuso quando verrà a trattare
alla porta con i propri nemici.»

dal Salmo 127 (126) 1-2

 

Pane, il pane. Non ne abbiamo perché andiamo a faticare da mattina a sera, ma perché Dio, nella sua Provvidenza infinita, ce ne dà, nel sonno, senza che ce ne accorgiamo, senza che ce lo meritiamo, senza averglielo chiesto.

Vi abbraccio, alla prossima
Anna

Domenica che precede il Martirio di San Giovanni Battista: omelia

35_maccabeiLa parola di questa domenica che precede il Martirio di San Giovanni
è una parola molto schietta e allo stesso tempo rassicurante.
Indica prospettive e orizzonti diversi
e chiede una generosa apertura del cuore.

C’è una Provvidenza che supera la fragilità umana
una Provvidenza che interpella la nostra libertà
una Provvidenza che ci solleva dalla polvere della terra:
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo,
ma non hanno il potere di uccidere l’anima.

Questo invito alla non paura lo trovo molto attuale.
Un invito che dobbiamo legare coraggiosamente
alla nostra carne umana
un invito che ha il sapore della Profezia. Continua a leggere