Inni e canti…

Stasera l’esperto della canzone del Betania’s al bar ha aperto il libro dei ricordi: è il weekend in cui, nel suo paesello natio, si festeggia il Santo Patrono, San Materno; così parla del coro in cui ha cantato per anni, e della processione con la banda e il baldacchino, portato più volte.
E poi spiega che, per ravvivare i ricordi, su youtube ha cercato qualche canto che risuonava in quelle occasioni, trovando delle belle esecuzioni, fra cui quelle del coro “Don Natale Bellani” di Bonemerse (CR), e quei canti che un loro cd indica come i canti della tradizione popolare.
E così cerchi, e scorri, finchè, sotto ad un “noi vogliam Dio” trovi dei commenti, li leggi, e poi sotto altri canti ne scopri di simili: su internet qualcuno ha commentato con posizioni (forse un po’ Continua a leggere

La vita oltre.

Abbiamo ricevuto il commento al post della nostra Norma dall’oramai -nostro- Fausto. Anche oggi riteniamo di dare un’evidenza. Perché la Resurrezione, la Pasqua è un fatto che ci interessa tutti i … santi giorni!

Torna a trovarci, Fausto!

Mi diceva un amico per confortarmi pochi mesi fa, quando piangevo la morte di mia madre: “E’ strano, quando finiscono di morire tutti e due i genitori, ci si sente orfani, qualunque sia l’età in cui l’evento si verifica”. E’ vero. Ora che è morta anche mia madre ho l’impressione di aver completato la mia nascita al mondo. E’ come se con la morte mia madre avesse finito di partorirmi. Davanti alla morte di tutti e due i genitori, ci si sente come se le radici della vecchia quercia venissero recise. E allora ci si guarda in giro e si prova una sorpresa strana: è come se si avesse la conferma definitiva che si può restare in piedi anche senza le radici. Noi che non siamo dei “clonati,” ma tutti originali, sentiamo però che i nostri genitori portano via nella morte qualcosa che faceva parte di noi, del nostro corpo ed è come se qualcosa di noi venisse sepolta con loro, e tuttavia noi continuiamo a vivere senza quelle radici, essendo diventati a nostra volta radici, in attesa di essere recise.
La trasmissione della vita, questa catena meravigliosa che dura da decine e decine di milioni di anni e che andrà avanti chissà fino a quando, non è interrotta dalla morte, anche se qualcuno dei suoi anelli non genera altri anelli. E’ una catena così ricca da sopportare sterilità fisiche naturali, volute per il Cielo o per altre ragioni. E’ la catena della specie che non può interrompersi e garantisce la continuità. Eppure la morte appare come Continua a leggere

… sapere di appartenere a …

Dal discorso di Papa Francesco all’apertura del Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma sul tema “Non lasciamoli soli! Accompagnare i genitori nell’educazione dei figli adolescenti”

Oggi le reti sociali sembrerebbero offrirci questo spazio di rete, di connessione con altri, e anche i nostri figli li fanno sentire parte di un gruppo. Ma il problema che comportano, per la loro stessa virtualità, è che ci lasciano come per aria e perciò molto volatili. Non c’è peggior alienazione per una persona di sentire che non ha radici, che non appartiene a nessuno

 

Se sai di appartenere a qualcosa o a qualcuno, anche nella solitudine più cupa, ci sarà sempre qualcosa a cui tornare o qualcuno a cui aggrapparti … e lo scrivo per esperienza …