Io? Io resterò in piedi!

vietato-presepe…con il Tuo sostegno…

Davanti a questa scienza abulica che si rassegna miseramente a presentare i propri omaggi al caso, davanti al progresso folgorante, divorante, ma tanto malato, davanti all’onnipotente marciume del denaro, restate in piedi! Non lasciatevi, né istupidire, né avvilire.
Ripudiate questa anti-civiltà che costringe gli uomini ad ingrassarsi, ad ammassarsi, a rinunciare.
Il dubbio? Il suo muso giallo non dovrà mai sfiorare i vostri cuori.
Credete all’impossibile.
Liberate la speranza.
Fate fiorire la felicità.
Goethe proclamava: «Una vita inutile è una morte anticipata». Vivete! …

Raoul Follereau, Viva la vita – 1973

L’amore è…

mother_teresa_loveAmare non significa dare, ma condividere
Non si tratta di concedere al povero un po’ del nostro superfluo, ma di fargli posto nella nostra vita.
Non accontentarsi di buttargli la moneta del nostro portafoglio, ma vivere la sua sofferenza, la sua collera, la sua speranza o la sua gioia, questo è vero amore.

R. Follereau, 1976, Prima dell’ anno 2000 fiorirà una nuova primavera

Tempi antichi, tempi moderni.

frammento papiraceo de "la Repubblica".
frammento papiraceo de “la Repubblica”.

Pioveva.
Presi un libro. Lo aprii e lessi:
«Il padre ha paura dei figli. Il figlio si crede pari a suo padre e non ha, per i genitori, né rispetto, né timore.
«Egli vuole solo essere libero».
«Il professore ha paura dei suoi alunni. Gli alunni coprono di insulti il professore. I giovani vogliono subito il posto degli anziani; gli anziani, per non sembrare retrogradi o dispotici, si rassegnano ad essere messi da parte. E per completare il quadro, abbiamo l’emancipazione del sesso…».
Ecco, pensai, alcuni aspetti sconcertanti della nostra epoca, denunciati in poche righe e per sempre.
Inchiniamoci alla franchezza ed al coraggio dell’autore.
L’autore?
Platone, che scrisse questa pagine 2.350 anni fa («La Repubblica» – Libro VIII).

Raoul Follereau giornalista, filantropo e poeta (1903 – 1977)