IV d’Avvento. Don Giacomo Rossi.

Caravaggio (?) Narciso. 1597-99 - Roma - clicca per ingrandire
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Is 4,2-5; Sal 23; Eb 2,5-15; Lc 19,28-38

C’è un filo comune che unisce queste letture: in tutte si parla di “onore”, di “gloria”, di “potenza”… e al tempo stesso si racconta di un sangue versato, di un sacrificio, di un compito oneroso che si attende. Potremmo dire: luce e ombra, promessa e anche desiderio non subito compiuto. Isaia è chiaro: ci sarà un momento dove Dio si vedrà (la gloria di Dio) ma pure questa esperienza passerà per un fuoco, per un sangue, per una fatica. Così la lettera agli Ebrei: tutto ci è stato sottomesso però al momento presente ancora non vediamo che ogni cosa è a Cristo sottomessa. E questo “essere tutto a lui sottomesso” passa attraverso una sofferente incarnazione (“rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza”). E il Vangelo richiama la stessa ambivalenza della gloria: Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme, ma per dare la vita. Continua a leggere