Ricordati di Gesù Cristo!

Vladimir Borovikovsky: san Giovanni Evangelista

Abbiamo ricevuto dalla nostra Gemma, per la verità più di qualche giorno fa, la segnalazione della bellezza dei contenuti annunciati all’Udienza generale di Papa Francesco di mercoledì 30 agosto.
“Erano circa le quattro del pomeriggio”. Giovanni scrisse il suo Vangelo ormai anziano ma ricordava il posto, la data, persino l’ora del suo incontro con Gesù! Capita allorché una Scintilla, “esse” maiuscola, incendia il cuore di un uomo. E capita che si mantenga giovane anche un pensionato!

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi vorrei ritornare su un tema importante: il rapporto tra la speranza e la memoria, con particolare riferimento alla memoria della vocazione. E prendo come icona la chiamata dei primi discepoli di Gesù. Nella loro memoria rimase talmente impressa questa esperienza, che qualcuno ne registrò perfino l’ora: «Erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1,39). L’evangelista Giovanni racconta l’episodio come un nitido ricordo di gioventù, rimasto intatto nella sua memoria di anziano: perché Giovanni scrisse queste cose quando era già anziano.

L’incontro era avvenuto vicino al fiume Giordano, dove Giovanni Battista battezzava; e quei giovani galilei avevano scelto il Battista come guida spirituale. Un giorno venne Gesù, e si fece battezzare nel fiume. Il giorno seguente passò di nuovo, e allora il Battezzatore – cioè, Giovanni il Battista – disse a due dei suoi discepoli: «Ecco l’agnello di Dio!» (v. 36).

E per quei due è la “scintilla”. Lasciano il loro primo maestro e si mettono alla sequela di Gesù. Sul cammino, Lui si gira verso di loro e pone la domanda decisiva: «Che cosa cercate?» Continua a leggere

Quale inquietudine? (2)

Sete insaziabile!
Sete insaziabile!

Folgorante lettera di don Tonino Bello sull’inquietudine! Il “finale” è offerto da sant’Agostino. Un solo commento, mio: se è vero ciò che scrive don Tonino, pur nell’irrequietezza, “Ma di che caspita dovremmo mai aver paura?!”

Carissimi,
l’idea di rivolgermi a voi mi è venuta stasera quando, recitando i vespri, ho trovato questa invocazione: «Metti, Signore, una salutare inquietudine in coloro che si sono allontanati da te, per colpa propria o per gli scandali altrui».
Per prima cosa mi son chiesto se, nel numero delle mie conoscenze, ci fosse qualcuno che poteva essere raggiunto da questa preghiera.
E mi sono ricordato di te, Giampiero, che, dopo essere passato per tutta la trafila dei gruppi giovanili della parrocchia, un giorno te ne sei andato e non ti sei fatto più vedere.
L’altra sera ti ho incontrato per caso Continua a leggere