Primo maggio

Il I maggio 1955 papa Pio XII istituì la festa di San Giuseppe lavoratore perché la festa del Primo Maggio potesse essere condivisa a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici.

Tra le nostre mani, come in quelle di Cristo, il lavoro si deve trasformare in preghiera verso Dio e in servizio agli uomini per la corredenzione dell’intera umanità. Il Creatore aveva formato l’uomo dal fango della terra e l’aveva reso partecipe del suo potere creativo affinché perfezionasse la creazione, e la trasformasse con il suo ingegno. Tuttavia, dopo il peccato, invece di elevare le realtà di questa terra alla gloria di Dio per mezzo del lavoro, frequentemente l’uomo si acceca e si degrada. Ma Gesù ha trasformato il fango in collirio per guarire la nostra cecità, in modo simile a quanto fece con il cieco dalla nascita. Quando scopriamo che è possibile santificare il lavoro, tutto si illumina di un senso nuovo, e iniziamo a vedere e ad amare Dio – ad essere contemplativi – nelle circostanze che prima sembravano monotone e comuni, o si sviluppavano in un orizzonte soltanto terreno, senza una portata eterna e soprannaturale. (san Josemaria Escrivà)