Schegge. L’invidia.

Giotto "Allegoria dell'invidia" agli Scrovegni - 1306 -
Giotto “Allegoria dell’invidia” agli Scrovegni – 1306 –

Invidia. Nell’amore non c’è posto per il provare dispiacere a causa del bene dell’altro (cfr At7,9;17,5). L’invidia è una tristezza per il bene altrui che dimostra che non ci interessa la felicità degli altri, poiché siamo esclusivamente concentrati sul nostro benessere. Mentre l’amore ci fa uscire da noi stessi, l’invidia ci porta a centrarci sul nostro io. Il vero amore apprezza i successi degli altri, non li sente come una minaccia, e si libera del sapore amaro dell’invidia. Accetta il fatto che ognuno ha doni differenti e strade diverse nella vita. Dunque fa in modo di scoprire la propria strada per essere felice, lasciando che gli altri trovino la loro. In definitiva si tratta di adempiere quello che richiedevano gli ultimi due comandamenti della
Legge di Dio: «Non desidererai la casa…, la moglie del tuo prossimo, …. (Francesco, Amoris Laetitia, n.95-96)

Schegge: “Pazienza”.

il Signore ci salva«La prima espressione utilizzata è macrothymei. La traduzione non è semplicemente “che sopporta ogni cosa”. È quando la persona non si lascia guidare dagli impulsi e evita di aggredire. È una caratteristica del Dio dell’Alleanza che chiama ad imitarlo anche all’interno della vita familiare. La pazienza di Dio è esercizio di misericordia verso il peccatore e manifesta l’autentico potere.
Essere pazienti non significa lasciare che ci maltrattino continuamente, o tollerare aggressioni fisiche, o permettere che ci trattino come oggetti. Il problema si pone quando pretendiamo che le relazioni siano idilliache o che le persone siano perfette, o quando ci collochiamo al centro e aspettiamo unicamente che si faccia la nostra volontà. Allora tutto ci spazientisce, tutto ci porta a reagire con aggressività.»

(Francesco, Amoris Laetitia n.91-92)

Schegge: Appello del Papa.

fonte: Ansa
fonte: Ansa

La popolazione dell’Ucraina soffre da tempo per le conseguenza di un conflitto armato, dimenticato da tanti. Come sapete ho invitato la Chiesa in Europa a sostenere l’iniziativa da me indetta per venire incontro a tale emergenza umanitaria. Ringrazio in anticipo quanti contribuiranno generosamente alla colletta che avrà luogo domenica 20 aprile.
Francesco, Udienza generale del 20/4/2016

Ecco l’articolo di Avvenire sull’argomento.

Schegge: don Fabio Coppini.

Amoris-LaetitiaSempre un nuovo inizio.

“Questa Esortazione acquista un significato speciale nel contesto di questo Anno Giubilare della Misericordia. In primo luogo, perché la intendo come una proposta per le famiglie cristiane, che le stimoli a stimare i doni del matrimonio e della famiglia, e a mantenere un amore forte e pieno di valori quali la generosità, l’impegno, la fedeltà e la pazienza. In secondo luogo, perché si propone di incoraggiare tutti ad essere segni di misericordia e di vicinanza lì dove la vita familiare non si realizza perfettamente o non si svolge con pace e gioia.
(Francesco, Amoris Laetitia)

Schegge: don Fabio Coppini.

Papa_con_agnellino“Gesù si è recato al fiume Giordano, insieme a tanta gente del suo popolo, e si è messo in fila con i peccatori. Non ha avuto vergogna: era lì con tutti, con i peccatori, per farsi battezzare. Dunque, fin dall’inizio del suo ministero, Egli si è manifestato come Messia che si fa carico della condizione umana, mosso dalla solidarietà e dalla compassione… Gesù non ha portato l’odio, non ha portato l’inimicizia: ci ha portato l’amore! Un amore grande, un cuore aperto per tutti, per tutti noi! Un amore che salva!”
(Francesco, 06 aprile 2016)

Schegge: “Ritornate a me”.

ritornate«Ritornate a me – dice il Signore – ritornate con tutto il cuore»: non solo con qualche atto esterno, ma dal profondo di noi stessi. Infatti Gesù ci chiama a vivere la preghiera, la carità e la penitenza con coerenza e autenticità, vincendo l’ipocrisia. La Quaresima sia un tempo di benefica “potatura” della falsità, della mondanità, dell’indifferenza: per non pensare che tutto va bene se io sto bene; per capire che quello che conta non è l’approvazione, la ricerca del successo o del consenso, ma la pulizia del cuore e della vita; per ritrovare identità cristiana, cioè l’amore che serve, non l’egoismo che si serve. Mettiamoci in cammino insieme, come Chiesa, ricevendo le Ceneri – anche noi diventeremo cenere – e tenendo fisso lo sguardo sul Crocifisso. Egli, amandoci, ci invita a lasciarci riconciliare con Dio e a ritornare a Lui, per ritrovare noi stessi.

Francesco, 10 febbraio 2016

Schegge: Carnevale contro Quaresima.

maschere

Questa per la Diocesi di Milano è la settimana di Carnevale.

Il medioevale carnem levare (o anche carni vale!) da cui il nostro carnevale, segnava l’addio alle carni. Un addio che nei giorni a ridosso dell’inizio della quaresima dava libero sfogo a tutti gli eccessi prima del grande digiuno dei quaranta giorni precedenti la Pasqua.
Ma oggi il Carnevale è solo di un giorno?
La Quaresima è momento per liberarsi dai patti col mondo “mondano” o il tempo per ricentrarsi in Cristo nella Chiesa?

don Fabio Coppini