Benedetto chi viene nel nome del Signore.

Antonietta Porro. Lo scrigno della Memoria. Monsignor Delpini nuovo arcivescovo di Milano. Sono gli ingredienti delle riflessioni di oggi. Ringraziamo per questo post sullo Spirito Santo che viene pubblicato anche sul bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina.

Questa volta l’apertura dello scrigno della memoria è stata sollecitata dagli eventi in maniera particolarmente forte, repentina, come quando un colpo di vento impetuoso fa aprire improvvisamente una porta. Così, come un vento impetuoso, lo Spirito del Signore entrò nel Cenacolo: e anche nella storia che sto per raccontare il protagonista vero è lo Spirito Santo.
Ben oltre quarant’anni fa, quando ero matricola di lettere classiche all’Università Cattolica, mi fu chiesto di prestare i miei appunti delle lezioni, una volta che avessi finito di servirmene, ad un giovane sacerdote del Seminario di S. Pietro, mio compagno di corso ma già impegnato nell’insegnamento ginnasiale in Seminario, e dunque talvolta impossibilitato a frequentare personalmente le lezioni. Lo feci con piacere; il giovane sacerdote, una volta consultati gli appunti, me li restituiva puntualmente portandoli di persona a casa mia. Fu così che divenne amico mio e della mia famiglia; negli anni l’amicizia Continua a leggere

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“Cristiano” non è solo un aggettivo.

Ci fa visita ancora la nostra Antonietta. Oggi ci dona un altro ninnolo che ha conservato per noi nel suo Scrigno della Memoria. Ci parla con passione di lavoro. Lavoro svolto “come Dio comanda”. E del vivere da Cristiani, come Dio domanda… Ricordiamo che le riflessioni di Antonietta sono pubblicate anche sul Bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina.

Mia madre mi raccontava spesso delle peripezie che avevano preceduto il momento della mia nascita, tanto che mi sono convinta che, se il buon Dio mi aveva fatta arrivare in questo mondo attraverso una serie di passaggi complicati, questo significava che mi ci voleva proprio…
Un episodio di questi mi è tornato in mente, non per caso, qualche giorno fa. Era la sera della domenica di Calendimaggio di un anno lontano, e mamma, che mi portava in grembo da pochi mesi, stette molto male. Mio padre corse a chiamare il medico, un giovane dottore barlassinese, il quale però si trovava – come era più che legittimo – alla fiera di Calendimaggio con l’allora fidanzata, che di lì a poco sarebbe diventata sua moglie. Mia madre fu accudita come si poteva, finché, dopo le 23, il medico arrivò a visitarla. Certo, erano altri tempi Continua a leggere

Quando pregate dite così.

Lo spettacolo notturno della Chiesa di san Giulio e di palazzo Rezzonico a Barlassina (Mb)

Antonietta Porro riapre il suo Scrigno della Memoria, condiviso come sempre col bollettino della Parrocchia di San Giulio in BarlassinaEcco la riflessione di oggi, sono parole sue, “in forma un po’ più dissacrante del solito. Ma fa bene qualche volta sorridere…” Grazie, Antonietta! Siamo d’accordo con te!

«Quando pregate, dite così: Padre nostro, che sei nei cieli…»: di fronte alla richiesta dei discepoli, Gesù offre una indicazione precisa sul contenuto e la forma della preghiera. Non capita spesso, a giudicare dai racconti evangelici, che il Maestro giunga a tanto dettaglio nel trasmettere i suoi insegnamenti.
Dunque Gesù ci ha detto esplicitamente come dobbiamo pregare: dovremmo essere contenti così. Eppure, nonostante ci sia stato messo a disposizione l’insegnamento diretto del Figlio di Dio in materia, nella storia della Chiesa non si è mai smesso di cercare e di attuare le forme e modi più diversi per entrare in colloquio con il Signore. Continua a leggere

Mai soli!

Leonardo: “Testa della Vergine” 1510 ca. Metropolitan Museum of Art

Ci scrive la nostra Antonietta. Un’apertura straordinaria del Suo Scrigno della Memoria. Ci piace perché da fatti semplici, umani, quotidiani, lieti o dolorosi trae, attraverso un lessico… famigliare, autentiche, inaspettate lezioni di Vita.

E GRAZIE!

27 giugno 2017
Oggi saranno celebrati i funerali di Paola, moglie, mamma, nonna, suocera, amica. Non ho conosciuto personalmente Paola, ma conosco S., sua figlia, M., suo genero, e alcuni dei loro figlioli. Con loro ho condiviso spiritualmente il percorso di accompagnamento a Paola verso il suo Destino, imparando attraverso i loro racconti (e rievocando la medesima esperienza accadutami tempo fa) cosa significhi accompagnare una persona cara verso l’esito che umanamente appare come il meno desiderabile. E certamente lo è, perché noi non siamo fatti per un destino con la d minuscola: il dolore per il distacco fisico, l’invitabile vuoto della separazione, il rifiuto che istintivamente proviamo nei confronti della morte intesa come una fine ci fanno capire che non è per quello che siamo stati fatti. Non può finire così, non è umano.
Paola e la sua famiglia hanno vissuto queste settimane, questi mesi, nella consapevolezza che l’esito inevitabile non rappresenta la fine. Ci hanno indicato come si muore e come si accompagna alla morte.
Ma c’è di più. In queste settimane ho ascoltato racconti pieni della sollecitudine premurosa di una famiglia, di apprensione, anche, ma soprattutto di serenità. Ho sentito di giovani nipoti che passavano il loro tempo a fare compagnia alla nonna. Ho sentito della gratitudine lieta di Paola per un sughetto col tonno preparato dalla figlia, per la sua macchina per cucire messa a nuovo (pur nella consapevolezza che non sarebbe mai stata usata). Ho sentito del suo grazie di fronte al sorriso dei suoi visitatori e dei suoi cari. Ho imparato che la vita è fatta di un numero infinito di piccoli grandi regali, nessuno dei quali ci è dovuto, ma di fronte ai quali non possiamo che ringraziare, fino all’ultimo alito di vita. Ho imparato che vivere è ringraziare, per il sole, per la luna, per le stelle, e anche per sorella morte. Grazie dunque, a Paola e alla sua famiglia, perché non ci hanno indicato solo come si muore, ma anche e soprattutto come si vive.

Operai per la sua Messe.

Ecco il dono, da parte di Antonietta, di un’altra perla colta dal suo “Scrigno della Memoria”. Ricordiamo che sono testimonianze già pubblicate sul periodico della Parrocchia di San Giulio in Barlassina. Nel mese delle Ordinazioni oggi ci fa riflettere sulla missione dei sacerdoti.

ANTONIETTA PORRO

C’era da scommetterci che l’incontro con don Giorgio Marelli, lo scorso 10 maggio, in occasione della S. Messa in suffragio di Giuditta Pozzoli a 25 anni dalla scomparsa, avrebbe causato per me l’apertura dello scrigno della memoria: don Giorgio è stato per me il prete dell’adolescenza e della prima giovinezza, la guida spirituale mia e di tanti miei coetanei e coetanee, una presenza insostituibile nella maturazione personale di molti di noi.
Così lo scrigno si è aperto, anzi, scoperchiato in maniera attesa, ma sorprendentemente i ricordi che ne sono usciti hanno portato con sé non tanto la nostalgia per un tempo che non torna, quanto piuttosto la gratitudine per ciò che quel tempo è stato e un guardare avanti fatto di serenità e fiducia.
Don Giorgio è un uomo dello spirito: basta sentirne una omelia per rendersene conto. Eppure è stato capace di essere vicino alla nostra esuberanza giovanile, di corrispondere alle aspirazioni che allora ci muovevano. Continua a leggere

Gli altri. Una dimensione di noi stessi.

“E, dopo un’assenza di presso a due anni, si scopersero a un tratto molto più amici di quello che avesser mai saputo di esserlo, nel tempo che si vedevano quasi ogni giorno; perchè all’uno e all’altro, dice qui il manoscritto, eran toccate di quelle cose che fanno conoscere che balsamo sia all’animo la benevolenza; tanto quella che si sente, quanto quella che si trova negli altri.” (da I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni)

A questo ho pensato leggendo il nuovissimo articolo della nostra Antonietta Porro, in pubblicazione anche sul mensile della Parrocchia di San Giulio in Barlassina e attinto dal suo “scrigno della Memoria”. Anche oggi emozione, riflessione e richiamo al Vangelo. Come iniziare meglio la settimana?

Chi mi ha conosciuta solo da adulta stenta a crederci, eppure posso assicurare che da piccola ero timidissima. Timidissima e golosa di dolci, ma più timida che golosa, se è vero che rinunziavo a prendere una caramella che mi veniva offerta perché sapevo bene che poi avrei dovuto dire almeno grazie, ed ero troppo timida per farlo. Credo di essere ancora timida “dentro”, perché la natura non si cambia, ma col tempo ho imparato a guardare agli altri in un altro modo. Ad un certo punto ho capito che gli altri erano come me, o, meglio, che io ero come loro: come loro, avevo paura di fare brutte figure, temevo di essere invadente, non volevo correre il rischi di risultare sgradita, ed era per questo che mi tenevo da parte. Soprattutto ho capito che dentro di me c’erano gli stessi desideri profondi Continua a leggere

Additare Gesù.

additare-dioAnche il post che segue è una perla, scelta dallo Scrigno della Memoria della nostra Antonietta Porro e già pubblicata sul Bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina.

ANTONIETTA PORRO

Maggio, tempo di Prime Comunioni. Mi ricordo con grande intensità non solo il giorno della mia Prima Comunione, ma anche, e direi forse soprattutto, l’attesa dei mesi, degli anni precedenti: ho invidiato per anni le bambine e i bambini cui toccava questa grande esperienza, e ogni volta che li vedevo mi prefiguravo la volta in cui sarebbe toccato a me.
C’erano una serie di particolari legati all’evento che suscitavano la mia emozione, molto più dell’ Continua a leggere