L’ultima parola sul destino di un figlio non è solo una questione di misure.

Francisco de Zurbaran “Agnus Dei” 1635-40. Al Prado

Chiedo perdono, sono ripetitivo: reagisco a questo tipo di notizie in questi termini, i soliti termini…

Si chiama selezione della specie!

Quante gole ha tagliato l’Isis?

Complimenti ancora a Marina Corradi, quanto più la si frequenta tanto più la si apprezza. Da Avvenire di ieri.

Caro Avvenire,
ho letto con molto interesse e attenzione gli interventi pubblicati da Avvenire sul caso Charlie. Nella posizione dei genitori mi sono però particolarmente immedesimato, perché mi è accaduto di portare mio figlio (a due-tre mesi dal suo concepimento) dal medico. Così facevano tutti. Il medico voleva misurare mio figlio «perché si era ancora in tempo se le misure non fossero rientrate in certi parametri…». Peccato che sia io, sia mia moglie consideriamo la vita umana un dono e ci occupiamo di misure e probabilità all’Università di Torino. Il medico, pur con tutte le ragioni della medicina difensiva, è stato costretto a rispondere alla mia domanda «siamo in tempo per fare cosa?…» e prontamente è stato pagato e licenziato. Inconsapevolmente avevo portato mio figlio nella tana del lupo, ma siccome ero il responsabile di mio figlio ce ne siamo andati via. Il destino, la stessa vita di mio figlio era nelle mie mani e stava per essere posta in mani altrui sulla base di qualche tabella… Tutto questo per porre questa domanda: a chi spetta l’ultima parola sul destino di un figlio come Charlie, se i genitori sono giuridicamente capaci e vogliono tutelarne la vita? A Londra si è avuta l’impressione che spettasse all’ospedale e poi ai giudici (invocati dall’ospedale) impegnati a valutare la dignità di una vita.

Valter Boero – Presidente MPV, Torino

Sono passati vent’anni, ma nel ricordo è come fosse ieri. Aspettavo la terza figlia e il medico mi ordinò un’ecografia precoce, indicandomi anche lo specialista cui rivolgermi. Mi ritrovai in uno studio privato a Milano. L’ecografista esaminò a lungo, attentamente, le immagini in bianco e nero sullo schermo. Mi chiese la data d’inizio della gravidanza, poi me la chiese ancora. Infine Continua a leggere

Non si chiamava “selezione della specie”?

(Quante gole ha tagliato l’Isis?)

Entro il 2030 in Danimarca non ci sarà più nessun bambino affetto da Sindrome di Down

BENEDETTA FRIGERIO

Dal 2004, il governo danese ha reso la diagnosi prenatale gratuita per individuare i feti che presentano la Sindrome genetica ed eliminarli. Secondo il quotidiano locale Berlingske, grazie a questa iniziativa entro il 2030 la Sindrome di Down sarà scomparsa, nascendo ogni anno il 13 per cento di bambini in meno colpiti dalla malattia.
La Danimarca ha annunciato che entro il 2030 raggiungerà l’obiettivo di diventare uno Stato «Down Syndrome free». È stato infatti premiato Niels Uldbjerg, professore danese di ginecologia, che ha progettato l’eliminazione di feti difettosi. Il quotidiano Avvenire il 5 gennaio scorso aveva dato la notizia della spinta in avanti del governo danese, che già nel 2004 aveva stabilito come un diritto l’eliminazione dei “difettosi” rendendo per questo gratuito il ricorso alla diagnosi prenatale.
Secondo il quotidiano danese Berlingske, infatti, proprio grazie al perfezionamento della diagnosi prenatale entro il 2030 la sindrome sarà scomparsa. Uno studio pubblicato nel 2011 dimostra che nel 2004 è nato il 61 per cento di bambini in meno con la Sindrome di Down rispetto agli anni precedenti e dal 2005 i casi di neonati colpiti dalla malattia genetica sono scesi del 13 per cento ogni anno. Si stima quindi che entro il 2030 non ci sarà più nessun bambino Down.

fonte: Tempi 22/02/2012

Un sì alla vita che sa di prodigio.

Henri Cartier Bresson "Children"
Henri Cartier Bresson “Children”

…Quarantadue donne però abortirono. I feti vennero minuziosamente analizzati e nessuno aveva segni di malformazioni. Neanche uno. Mi hanno detto che quelle donne erano le più sole. Dunque quelle più in balìa del potere. Dopo qualche tentativo non ho insistito nel rintracciarle, ma se anche ne avessi incontrata una, credo proprio che l’avrei abbracciata. E basta. Perché una donna che affronta una prova del genere ha bisogno solo di questo. Di una carezza, di un abbraccio, di uno sguardo misericordioso. E di una preghiera. In fondo per ricominciare a vivere, qualunque cosa accada, tutti noi abbiamo bisogno solo di questo.

il blog di Costanza Miriano

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di Federico Robbe

“O aborto o mostro in pancia” era uno slogan molto in voga nell’estate 1976, due anni prima della legge 194. Il pretesto l’aveva offerto una nube tossica contenente diossina, fuoriuscita da una fabbrica chimica a pochi chilometri da Milano. La città che ha legato il suo nome all’incidente è Seveso: comparvero macchie rossastre sulla pelle dei bambini, arrivò l’esercito a recintare l’area contaminata, centinaia di famiglie dovettero lasciare le proprie case. E poi l’ansia delle donne incinte.

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Nato il primo bambino con il dna di tre genitori.

occhi-spaventati

Si chiama selezione della specie. L’avessero tentato con i ratti…

B’sB

Concepito usando una controversa nuova tecnica. È accaduto in Messico.

È nato il primo bambino in seguito a una fecondazione assistita con tre persone. Lo rivela la rivista New Scientist. A. H., che ha 5 mesi, ha il dna della madre, quello del padre e un pezzo del codice genetico di una donatrice. La procedura permette di sostituire i mitocondri difettosi della cellula uovo della madre con quelli di una donatrice sana. Continua a leggere

«Sono Down e non mi fa problema. Perché ci impedite di parlare in tv?»

Sindrome di Down. Pubblicità "Cara futura mamma"
Sindrome di Down. Pubblicità “Cara futura mamma”

Sette persone affette da sindrome di Down hanno difeso ieri davanti al Consiglio di Stato francese la propria libertà di espressione, dopo che il Csa (autorità del settore audiovisivo) l’aveva tolto loro con motivazioni incredibili.

Il 96 per cento dei bambini con trisomia 21 viene abortito prima della nascita.

LEONE GROTTI

CARA FUTURA MAMMA. Tutto è cominciato nel 2014, quando diverse associazioni, tra le quali la Fondazione Jerome Lejeune, hanno realizzato e diffuso in televisione lo spot “Cara futura mamma” (in alto, un fotogramma), per «mostrare che è possibile essere orgogliosi delle persone con trisomia 21 e che queste possono inserirsi nella società e riuscire nella vita malgrado le difficoltà». Una pubblicità bella e positiva. Ma il Csa (Autorità Settore Audiovisivi n.d.B’sB) ha rimproverato le sei emittenti televisive che l’hanno trasmessa perché Continua a leggere

QUANTE GOLE HA TAGLIATO L’ISIS? SI’, QUANTE? QUANTE??

SANSIROAborti: se il sesso è “sbagliato” per il PM è ok.

SILVIA GUZZETTI

Gran Bretagna.

Costi legali per 47.000 sterline perché ha denunciato due dottori che abortivano feti perché non erano del sesso voluto dai genitori. Aisling Hubert, un’attivista dell’associazione per la vita “Abort 67”, si ritrova con questo conto salato perché ha denunciato privatamente due dottori, Prabha Sivaram e Palaniappam Rajmohan, che sono stati filmati mentre promettevano di selezionare il futuro nato sulla base del sesso. Molte coppie, in particolare asiatiche preferiscono avere figli maschi. Un triste fenomeno ben noto in India, ma non solo. Continua a leggere

La scintilla della vita

Berlicche

Scintille hanno accompagnato il concepimento di ognuno di noi. E no, non sto parlando metaforicamente.

Alcuni scienziati della Northwestern University hanno osservato, per la prima volta nel caso degli esseri umani, che al momento della fecondazione l’uovo rilascia “scintille” di zinco. Per rilevarlo hanno sfruttato la tecnica della fluorescenza, per cui all’osservazione l’uovo ha letteralmente brillato. Oh, certo, è un fenomeno biochimico, niente di così poetico in fondo. “Lo zinco controlla la decisione di crescere e cambiare in un organismo geneticamente del tutto nuovo”, dicono i ricercatori.

Bella scoperta. La cosa triste è che verrà usata probabilmente per selezionare, nella fecondazione in vitro, le uova che potrebbero essere migliori delle altre. Sembra che la quantità di “luce” emessa, infatti, sia proporzionale alla “qualità” della fertilizzazione.

Triste, sì. Perché non basta riconoscere che in quel momento è iniziato un uomo nuovo, se poi non ne tiri le conclusioni e ti rendi…

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L’utero in affitto ruba l’identità ai bambini.

Paolo Crepet, psicologo, pscichiatra e scrittore
Paolo Crepet, psicologo, pscichiatra e scrittore

Una voce di verità in mezzo a tanti giochi di parole dei media per giustificare ciò che non è mai accettabile. Da Lidia.

Lo psichiatra Paolo Crepet: nessuna eccezione, pratica aberrante e inaccettabile.

LUCIA BELLASPIGA

«Chi sono io? Di chi sono figlio? Chi sono mia madre e mio padre? Questa è la discriminante: ogni volta che diventa impossibile rispondere a queste domande, che sono il diritto assoluto di ogni essere umano, si è compiuto qualcosa di sbagliato». È la bussola con cui Paolo Crepet, psichiatra, si orienta in quella che definisce «una galassia di situazioni diverse tra le quali occorre distinguere», eufemisticamente chiamata ‘gestazione per altri’, o più realisticamente utero in affitto.
Mai prima d’oggi nella storia dell’umanità si è rischiato di venire al mondo Continua a leggere

A margine ma anche dentro la Memoria.

3ee3e003bcaf8d9049272a8fa43e9219Solo un pensiero “di riflusso” dopo la Giornata della Memoria.
Ho letto che un ufficiale nazista si trovava a suo tempo in missione su un aereo, così occupato nello smaltire in mare, a calci, un “lotto” di cadaveri appena approntati chissà come. Sembrava operazione di routine, finché uno di quelli si rianimava e, opponendosi all’espulsione, gli si avvinghiava strenuamente alla caviglia. Tragico imprevisto: l’ufficiale si accorge che quel “coso” era ancora una persona. Coscienza traumaticamente scossa e in qualche modo così iniziava una consapevole e piena conversione.

Non è strano: oggi è ordinario liquidare i prodotti di un concepimento indesiderato o approcciarsi a uno “stato vegetativo” con lo stesso atteggiamento inizialmente distaccato che il nazista sperimentava su quell’aereo… non considerando che esistano persone  già nate anche se non ancora date alla luce. E vita “vera” non ancora consegnata a quella Eterna: vitalità “nascoste” che possono essere soppresse, si pensa, senza troppi turbamenti…

Purtroppo, malgrado la ravvivata Memoria, questi misfatti si possono ancora giudicare come “questione di punti di vista“.

Libertà?

Misericordia di me!…  implorava Dante, deciso a lasciarsi l’Inferno alle spalle…

Maurizio Dones