Il colore della notte.

Italia
(NASA)

“Ci dormirò su!” E’ a questa battuta che ho pensato iniziando a leggere il contributo prezioso che ha donato al Bar oggi il nostro Fausto Corsetti. – E ricambiamo il suo abbraccio. –

“Ci dormirò su!” E invece, di notte…

E’ misterioso, inquietante, suadente, avvolgente, rispettoso: il buio. Tante cose accadono nella notte. Mentre tutto si adagia, sembra sostare in attesa, crescono nel segreto, non viste, cose importanti. Sfuggono agli occhi e appaiono, evidenti, solo a giorno inoltrato. Crescono adagio le cose che contano; crescono sotto lo sguardo anche di quelli che non cercano ciò che evidente non è.
Quante volte, nell’oscurità, cresce più chiara, più forte, più precisa, la volontà di Continua a leggere

Assetati di vita.

Edward Hopper “Morning sun”

“Soltanto la sete e il bisogno rendono possibile il cammino, la ricerca, la passione, il desiderio.” Vorremmo dare l’evidenza di un post al commento pubblicato amichevolmente da Fausto. Che torni da noi! 

L’attesa è l’abilità di riconoscere la completezza nel dettaglio e, stupiti, provarne intima riconoscenza. Accade, talvolta, di non vedere nulla o nessuno che desti attenzione, di non avvertire più alcun interesse, di non provare dentro più alcuna passione, di non coltivare più alcuna curiosità, di non assecondare più alcuna sfida, di non lasciarsi sedurre più da alcun sogno.
Tutto appare già sufficientemente noto, sperimentato, appreso, accaduto. Soltanto il “dovere” o un radicato “senso di responsabilità” sembra dare senso a giornate diventate troppo uguali o scontate.
La prova o anche, per altre ragioni, l’appagamento riescono, troppo spesso, a soffocare il desiderio di cercare, di inseguire, di costruire, di sognare, di incontrare, di imparare. Allora il desiderio diventa nostalgia, il sogno illusione, il futuro disincanto, il presente fatica, la vita sopravvivenza.
Senza attesa, senza trepidazione, senza incertezze, senza bisogni non solo non c’è futuro, ma nemmeno Continua a leggere

Elogio della sete.

 Che cosa più della sete può far comprendere l’importanza dell’acqua? Come dice Lidia…

di Umberto Folena
La sete arriva lenta e inesorabile, sale dalla gola e prosciuga la lingua e il palato, si ferma in bocca e non se ne va. Stai correndo in bici o giocando a pallone, camminando sotto il solleone e tirando racchettate alla pallina da tennis.
Quando arriva, perché scacciarla subito? Continua a leggere