Un altro amore

“Rimbalza”al Bar oggi qualcosa tra le più belle che abbia mai letto riguardo il PER SEMPRE.

Ringraziamo il Blog amico Berlicche per la Bellezza da leggere e ascoltare in questo post: noi la chiamiamo Officina. Piccola ma preziosissima. Grazie Antonio!

Berlicche

Oh, amore, amore. Quanto si parla di amore, come se fosse qualcosa di bello. Di sempre bello. Di sempre vero, di giusto sempre, sempre da seguire.

Ma..

Tra i canti della Settimana Santa che preferisco c’è sicuramente questo, di Fra Marc’Antonio da San Germano (sec XVI):

CRISTO AL MORIR TENDEA

Cristo al morir tendea
Et a più cari suoi Maria dicea:
“Hor, se per trarvi al ciel dà l’alma e ‘l core,
Lascieretelo voi per altro amore?”

“Ben sa che fuggirete
Di gran timor’ e alfin vi nascondrete:
Et ei, pur come Agnel che tace e more,
Svenerassi per voi d’immenso amore”.

“Dunque, diletti miei,
S’a dura croce, in man d’iniqui e rei,
Dà per salvarvi ‘l sangue e l’alma e ‘l core
Lascieretelo voi per altro amore?”

Una delle cose che mi hanno sempre colpito è l’ultimo verso della prima e terza strofa. Maria chiede ai discepoli se lasceranno…

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Un uomo con la brocca d’acqua? Inaudito!

“E’ una annotazione strana: infatti toccava alle donne portare l’acqua, non era questo un compito per gli uomini. Dunque un uomo con la brocca d’acqua non poteva passare inosservato. Dal racconto sembra quasi che questo ‘uomo con la brocca’ fosse già d’accordo con Gesù.
Si tratta probabilmente di uno dei tanti amici di Gesù, anonimi, che erano un po’ dovunque.”

Il post è tratto dal sito http://www.onos46.it/ di don Luigi Galli. Ringraziamo la nostra Antonietta per la segnalazione.

Settimana Santa – Mercoledì.

7 Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua. 8 Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: “Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo mangiare”. 9 Gli chiesero: “Dove vuoi che la prepariamo? ”. 10 Ed egli rispose: “Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà 11 e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov’è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli? 12 Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addobbata; là preparate”. 13 Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua. (Lc. 22,7-13)

17 Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: “Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua? ”. 18 Ed egli rispose: “Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”. 19 I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. (Mt.26,17-19)

12 Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: “Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua? ”. 13 Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: “Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo 14 e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? 15 Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi”. 16 I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua. (Mc.14,12-16)

La Pasqua si avvicina; anzi siamo già entrati. La tensione sale e ci lasciamo accompagnare dai Vangeli sinottici. Essi parlano dei preparativi per l’immolazione della Pasqua. Si tratta della Pesach ebraica; ormai è giunta l’ora di Gesù: i vecchi riti si stanno per compiere e la definitiva Alleanza sta per essere siglata nel sangue dell’Agnello.
Fervono i preparativi; nei sinottici c’è un particolare che colpisce: Continua a leggere

Anche Giuda è nostro fratello.

“Dobbiamo pensare ai ‘due alberi’: quello di Giuda e quello di Gesù.  Sul primo muoiono i desideri folli dell’uomo che non sa guardare in alto e affidare al Padre i proprio progetti, sul secondo albero prende forma la vita che non muore più. Il regno del satana finisce sul primo albero, il Regno di Dio comincia a germogliare dal legno della Croce e non muore più.”

Il post è tratto dal sito http://www.onos46.it/ di don Luigi Galli. Ringraziamo la nostra Antonietta per la segnalazione.

Settimana Santa : martedì. Il tradimento di Giuda.

14 Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti 15 e disse: “Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni? ”. E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. 16 Da quel momento  cercava l’occasione propizia per consegnarlo. (Mt.26,14-16)

10 Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi sacerdoti, per consegnare loro Gesù. 11 Quelli all’udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l’occasione opportuna per consegnarlo. (Mc.14,10-11)

1 Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua, 2 e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano come toglierlo di mezzo, poiché temevano il popolo. 3 Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici. 4 Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani. 5 Essi si rallegrarono e si accordarono di dargli del denaro. 6 Egli fu d’accordo e cercava l’occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla. (Lc.22,3-6)

Giuda non va banalizzato; è un’operazione diffusa perché Continua a leggere

Per la Gioia di san Filippo Neri.

La Croce sul Gran Sasso

Figli miei, non può essere diversamente, la si giri come si vuole: l’uomo deve portare una croce; se vuole diventare un uomo buono e giungere a Dio, deve sempre soffrire; deve sempre portare una croce, qualunque essa sia; se ne fugge una ne incontrerà un’altra. Nel mondo non è ancora nato colui che con belle parole potrà dire che non è così. Tu devi sempre soffrire, fuggi dove vuoi, fa’ ciò che vuoi; potrà accadere una volta che Dio metta le sue amabili spalle sotto la tua croce e ne porti il peso nel tratto più difficile; allora l’uomo si sente così libero e leggero che gli sembra di non aver mai sofferto e non è più conscio della sofferenza. Ma appena Dio si sottrae al fardello, questo grava sull’uomo, con tutto il suo peso insopportabile, tutta la sua amarezza. (Sermone 83 di Giovanni Taulero composto in occasione della Festa dell’Esaltazione della Santa Croce)

Leggi QUI l’articolo completo, con riferimento a san Filippo, di Padre Maurizio Botta.

fonte: Blog amico Cinquepassi.org