Lo sguardo è vita.

Cari Amici,
sono infinite le cose che possiamo vedere, ma sono poche quelle che riescono ad andare ad abitare le stanze del cuore.
Con l’affetto di sempre.
Fausto 

E’ con queste parole che il nostro FAUSTO CORSETTI chiosa oggi il suo prezioso contributo. Niente da aggiungere, da parte nostra solo e ancora grazie!

Era stanco il passo, basso lo sguardo, di quei due uomini che si allontanavano da Gerusalemme dopo i fatti che avevano riguardato il loro Maestro. Tutto era crollato. Il silenzio avvolgeva i loro pensieri. Il freddo e lo sconforto impregnavano le loro ossa e i loro ricordi. Eppure, il sole li aveva svegliati all’alba, l’alba di un giorno che era diventato unico, speciale, e che stava ancora davanti a loro: e non se ne accorgevano, ancora. Quel sole li stava proprio avvolgendo, ascoltando e, impercettibilmente, stava tornando a riscaldare il loro cuore sgomento, deluso, tradito.
Non sono pochi, anche nelle nostre giornate, i momenti che assomigliano più facilmente a un Continua a leggere

Due sguardi, il “punto infiammato” di una giornata di Meeting.

La gentilezza e la serietà di uno steward. “La mia prima volta al Meeting è tutta qui, nel peso di uno sguardo”. MARCO POZZA racconta la sua prima volta al Meeting di Rimini.

Chiuderà domani il Meeting di Rimini. Ci piace condividere, con questa lettera  a Il Sussidiario odierno di don Marco Pozza che stiamo imparando a conoscere, il clima che si respira nei padiglioni e persino nei corridoi, pure negli spazi esterni della Fiera. E’ il respiro stesso della Manifestazione. Davvero.

Caro direttore,
fregato da uno sguardo, sguardo-in-agguato: stregato da uno sguardo. La mia prima volta al Meeting è tutta qui, nel peso di uno sguardo. Gli organizzatori mi hanno invitato per portare la mia testimonianza: non ha nulla di speciale, ma è la più bella perché è mia, la mia storia. Che è una storia d’amore con l’umano, perchè prima è storia d’amore con Dio, sangue e refrigerio.

L’invito ufficiale era questo: quello reale si è annunciato nel viaggio di ritorno. Continua a leggere

Il ladro e il Crocifisso.

Chiedo ai nostri amici di osservare la tenerezza di questo Crocifisso. Ne avete mai visto uno simile?!

Commenterei, per la preferenza verso il nostro Giovannino, che Guareschi, fosse stato uno scultore, l’avrebbe pensato proprio così il Signore: miracolosamente e scandalosamente affettuoso!…

Nella bella cattedrale di Wùrzburg, in Germania, si trova una veneranda Croce del sec. XIV. Il Signore ha le mani staccate dalla traversa e le tiene incrociate una sull’altra sul petto, avendo i chiodi ancora tra le dita.

Una leggenda racconta che un ladro incredulo, vista la corona d’oro sulla testa del Re crocifisso, stese la mano per prenderla. In quel preciso istante il Signore staccò le mani e i chiodi dalla croce, s’inchinò in avanti, abbracciò il ladro e lo accostò al suo cuore. Quali furono i pensieri che attraversarono la mente di quell’uomo? Vergogna… pentimento.., riconoscenza. . desiderio di non staccarsi più da quell’abbraccio? Lo trovarono svenuto.

Da quel tempo Cristo non ha mai più riallargato le sue braccia, ma ha conti­nuato a tenerle cosi, come sono ora, come se volesse sempre stringere al cuore l’uomo peccatore, guardandolo profondamente negli occhi.

fonte: Radio Maria fb da “A tempo di blog” 10/3/2017

 

Schegge: domenica di Zaccheo. Don Fabio Coppini.

"Il Principe della Pace" di Akiane Kramarik - 2002
“Il Principe della Pace” di Akiane Kramarik – 2002

Zaccheo, l’esattore corrotto, potente: aveva a disposizione tutto. Noi cosa abbiamo in comune con Zaccheo? La questione non è ammettere:”Sono un po’ come Zaccheo”. Noi cosa abbiamo in comune con Gesù? Come guarda Lui Zaccheo? La domanda di Luca evangelista mentre scrive dopo la Resurrezione è questa: “Può un uomo ricco, corrotto, malfattore e politicamente potente salvarsi?” La risposta del Signore è sì. E’ importante domandare a Dio la grazia di avere lo stesso sguardo di Gesù:”Sono venuto a cercare ciò che era perduto”. Continua a leggere