GUAI in vista se…

Ovvero: Niente equivoci, nessuna possibilità di fuga. Grazie Lucetta, grazie don Gigi!

"Semplicemente insieme" Lucetta

VANGELO della VI^ DOMENICA del Tempo Ordinario – Lc 6, 17.20-26
In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la…

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Oggi i cattolici si nascondono e il mondo non si salva.

Constatavo oggi con un amico quanto sia raro e difficile, anche tra amici, condividere opinioni, prendere posizioni, manifestare convinzioni su fatti non necessariamente compromettenti, anche e soprattutto quando ciò prevede, magari, una  certa “esposizione”…

Per non parlare di quando, magari in prossimità delle elezioni, si tratta di confrontare le nostre convinzioni o posizioni politiche con la nostra esperienza di Chiesa. Causa o conseguenza della, ormai, certificata  irrilevanza dei cattolici in politica e non solo?

E proprio oggi, su La nuova Bussola quotidiana si legge il fondo di PEPPINO ZOLA proprio su questo argomento. Dario, la persona con cui ci si confrontava, commenta l’articolo così: Zola dice poche parole ma chiare chiare. Finché ci saranno persone così, fede e speranza continueranno ad essere annunciate.” Eccessivo? Secondo noi no, ma fateci pure sapere.

Sorprende che i cattolici stiano contribuendo “a tacere di noi”, in parte “nascondendosi” ed in parte avendo vergogna della propria diversità, come dice Giussani. Dimenticando Gesù, san Paolo e il fatto che è la diversità di Cristo a salvare il mondo. Egli è con noi per tutti i secoli, ma per dirci cose dell’altro mondo.

Caro direttore,

ho una strana impressione: e cioè che i cattolici (non solo italiani) facciano di tutto per nascondere la loro “diversità”, quasi fosse un’onta. È indubbio che, con il Battesimo, i cristiani diventino una realtà diversa. Tutto l’insegnamento di San Paolo, mi pare, insiste sul FATTO che Cristo ci rende persone “nuove”, cioè diverse da come eravamo prima e da come tutti sono quando vivono quello che Gesù identificava con la parola “mondo”.

Nella Sua suprema preghiera, Gesù, rivolto al Padre ha così pregato: Continua a leggere

Facce da cristiani: Arnaud Beltrame.

“Solo per Lui vale la pena di lasciare tutto.”

…”Martiri del nostro tempo, come questo poliziotto che si è sacrificato in Francia per liberare gli ostaggi, e tante persone che non vengono citate dai giornali, che non vivono la fede come un residuo a cui dedicare qualche momento la domenica, ma come la ragione per vivere e morire.

Noi siamo qui a professare la nostra fede. Vieni Signore Gesù non solo come l’ospite che poi se ne va, non solo come l’amico che regala qualche momento di fraterna condivisione, ma come il Signore, colui che è resurrezione di vita eterna, e tutto il mondo è come niente di fronte alla promessa della Pasqua di Gesù. Solo per lui vale la pena di lasciare tutto.”…

L’Arcivescovo di Milano nella Veglia con i giovani della Diocesi

Don Giacomo Rossi: la domanda.

Il segretario generale delle Nazioni Unite: siamo contenti di incontrare persone, potenti o umili – potenti e umili, per cui sia stato decisivo l’incontro con Gesù Cristo. Chi ci presenta qualcun altro?

Durante la Pentecoste del 1961, in una difficile missione di pace ai confini con il Congo, il segretario generale delle Nazioni Unite, Dag Hammarskjold, poco prima di perdere la vita scriveva: “Io non so chi — o che cosa– abbia posto la domanda. Non so quando essa sia stata posta. Non so neppure se le ho dato una risposta. Ma una volta ho risposto sì a qualcuno – o a qualcosa. Da quel momento è nata la certezza che l’esistenza ha un senso e che perciò, sottomettendosi, la mia vita ha uno scopo. Da quel momento ho saputo che cosa significhi “non guardare dietro di sé” e “non preoccuparsi del giorno seguente”.

fonte: Riscritture – dall’omelia di oggi