Lo Spirito giusto per salvarci dal caos.

Licia Troisi "Cronache del mondo emerso". Immagine: Leindimenticabilifrasideilibri
Licia Troisi “Cronache del mondo emerso”. Immagine: Leindimenticabilifrasideilibri

Antonella Lumini “eremita urbana” ci dà una profonda lezione di spiritualità. Grazie anche per questo contributo-intervista, Lidia. Da leggere attentissimamente, ma è facile, per poter accogliere un po’ di più Uno Sconosciuto.

ROBERTO I. ZANINI

«Come a Ninive è tempo di mettersi in discussione, di aprirsi all’azione dello Spirito Santo. Il male che ci opprime, il disordine, lo smarrimento della società, per quanto grandi e pervasivi, non sono che un vortice di cupezza dentro un oceano di luce. Dobbiamo riconnetterci a quella luce. Questa è la prospettiva». Come gli abitanti di Ninive che hanno ascoltato Giona, «accogliendo lo Spirito cominciamo a divenire più consapevoli della nostra situazione, perché quella luce illumina». Lo Spirito genera in noi un’insopprimibile nostalgia di luce. Continua a leggere

Architettura: il sacro nasce dalla realtà.

carcerePiuttosto che costruire un luogo sacro asettico, perché non riadattare a chiesa un edificio con una storia come una fabbrica, un ospedale o un carcere?  Grazie Lidia, ancora una Rubrica, praticamente. Questa, sull’architettura.

GUIDO OLDANI

È come mettere l’anima dentro a un corpo, far stare una chiesa dentro ai materiali edili. Un ossimoro eccellente, due pietre focaie che, scartavetrate fra di loro, generano la scintilla o l’incendio celeste. La difficoltà odierna nel concepirle è evidente quanto affascinante. Continua a leggere

Orizzonti di silenzio.

Andrew-Wyeth-El-roble-1944-Acuarela-sobre-carton-1019-x-768-cm-c-Andrew-Wyeth-National-GalleryMi piace questo americano la cui pittura è tutta una creazione di dettagli (Lidia)

MAURIZIO CECCHETTI

La bellezza dell’America è che ha sempre difeso la sua idea di libertà unendola a due componenti: il diritto di ogni uomo a cercare la propria realizzazione e felicità, e la difesa di una identità nazionale che si fonda sulla sovranità di ogni individuo a casa propria. Naturalmente, questo ha i suoi lati deboli, e talvolta inaccettabili. Wright, il grande architetto, era solito dire, parlando di architettura e di proprietà: un acro di terra e uno stile per ogni uomo. Andrew Wyeth è stato il pittore che forse ha incarnato di più questa bellezza americana nel secondo Novecento. È morto nel 2009, a novantun’anni. Era figlio di un pittore e due suoi figli, Henriette e Jamie, sono diventati anche loro artisti. La tradizione di famiglia continua. Il quadro Continua a leggere

Niente miele, solo roccia.

Ho conosciuto Maria Luisa Fassi qualche estate fa al mare di Diano. I fanali che aveva al posto degli occhi me li ecco lo sposoricordo bene. Un’amica comune, sua cara amica, sa che la morte non ha colto Maria Luisa di sorpresa. “Fianchi cinti, lampade accese”, ancor di più ultimamente, era veramente attaccata al Signore, forse, forse in attesa di una chiamata.

Infatti, “Li riconoscerete dai frutti”, la famiglia come risponde alla domanda cretina del giornalista che vuole sapere: “Perdonerete mai l’assassino?”…

Ce ne parla Mauro Leonardi, ieri su “Il Sussidiario”, con un esempio di giornalismo serio:

TABACCAIA DI ASTI/ Aiutare la figlia di chi ha ucciso la tua: il perdono si fa carne così.

Scrivere di quanto è successo alla famiglia Fassi è trovare bontà: non miele però ma pietra, di quella con cui si costruisce una casa che non crolla. Maria Luisa era loro figlia, la figlia di una tabaccheria di Asti: è stata uccisa da Pasqualino Folletto con 45 colpi di coltello. E il frutto della rapina sono 800 euro che l’uomo ha speso al supermercato per dar da mangiare ai figli. Questa però è la notizia di ieri. Quella di oggi è che i genitori di Maria Luisa, la ragazza morta, hanno deciso di aiutare la figlia malata dell’uomo che ha ucciso la loro. La aiuteranno e rimarrà un segreto tra loro. Quello che hanno detto e che io ho riportato e la prima e l’ultima loro parola. Continua a leggere

Silenzio e pietà

Omicidio Loris Andrea Stival, il viceparroco di Santa Croce Camerina si scaglia contro i giornalisti: “Vergogna!”

Attacco del viceparroco di Santa Croce Camerina, Padre Flavio Maganuco, ai giornalisti durante l’omelia della messa domenicale. “È stata una settimana particolare – ha detto rivolgendosi ai tanti bambini presenti in chiesa – a scuola sono venute tante persone, anche troppe. E sono venute anche tante telecamere, anche qui in chiesa oggi, è una vergogna. Evidentemente non hanno altro da fare”. (L’Uffington Post)

Ci terremmo anche oggi a un commento autorevole, quasi un conforto, di fronte allo sconcerto per un fatto di cronaca gravissimo. Ci affidiamo ancora alle parole che mons. Mario Delpini, amico della nostra Parrocchia, espresse al funerale delle vittime di Motta Visconti lo scorso mese di giugno.

Funerali di Maria Cristina, Giulia e Gabriele

Motta Visconti – 21 giugno 2014.

Pietà, Signore, pietà.

Abbiamo bisogno di silenzio. Il clamore delle notizie sul fatto incomprensibile, il moltiplicarsi delle parole quando non c’era nulla da dire, l’ossessione delle immagini quando non c’era nulla da vedere, l’affollarsi delle curiosità sulla vicenda tragica, una specie di gusto di aggiungere particolari, di formulare ipotesi per dare una spiegazione all’inspiegabile tutto questo ci ha riempito di confusione: abbiamo bisogno di silenzio. Continua a leggere