I cristiani possono vantarsi solo della Croce.

Alluvione di Firenze – il Crocifisso di Cimabue nel fango | by Alberto Cameroni

Ancora riflessioni sulla Croce. Il passaggio che inizia con “Invece il cristianesimo” è, secondo me, commovente. Grazie a COSTANZA MIRIANO!

(…) Se non fosse necessaria la croce, Cristo sarebbe uno a cui effettivamente è andata un po’ male. Se non ci fosse questa necessità anche per noi la morte sarebbe un’enorme contraddizione, e la fine di tutto. La sofferenza sarebbe una sfiga, e a questo punto allora meglio evitarla con tutte le forze. Allora va bene uccidere i bambini malati, logico ammazzarsi in Svizzera quando le cose si mettono male. Invece il cristianesimo è la storia di Dio che si è fatto uomo ed è venuto a offrirci la salvezza per mezzo della croce. La croce è necessaria perché l’uomo ha bisogno di redenzione. Nessuna visione pacificatrice che prescinda dalla salvezza di Cristo, dal mistero della sofferenza e della morte, dal mistero oscuro del peccato, quello originale e quello che compiamo con la nostra iniziativa, quello che è presente dentro e fuori di noi, è cristiana. I cristiani possono vantarsi solo della croce. Non sarà certo la nostra bellezza a convincere nessuno, perché noi non siamo affatto belli, solo Cristo è bello, e i santi, quelli che lo lasciano agire in loro, ne possono acchiappare qualche molecola di bellezza.

QUI l’articolo completo: “La battaglia finale”

 

Per la Gioia di san Filippo Neri.

La Croce sul Gran Sasso

Figli miei, non può essere diversamente, la si giri come si vuole: l’uomo deve portare una croce; se vuole diventare un uomo buono e giungere a Dio, deve sempre soffrire; deve sempre portare una croce, qualunque essa sia; se ne fugge una ne incontrerà un’altra. Nel mondo non è ancora nato colui che con belle parole potrà dire che non è così. Tu devi sempre soffrire, fuggi dove vuoi, fa’ ciò che vuoi; potrà accadere una volta che Dio metta le sue amabili spalle sotto la tua croce e ne porti il peso nel tratto più difficile; allora l’uomo si sente così libero e leggero che gli sembra di non aver mai sofferto e non è più conscio della sofferenza. Ma appena Dio si sottrae al fardello, questo grava sull’uomo, con tutto il suo peso insopportabile, tutta la sua amarezza. (Sermone 83 di Giovanni Taulero composto in occasione della Festa dell’Esaltazione della Santa Croce)

Leggi QUI l’articolo completo, con riferimento a san Filippo, di Padre Maurizio Botta.

fonte: Blog amico Cinquepassi.org

Il segreto della gioia.

DON VINCENT NAGLE

(…) Conclusa la Via Crucis mentre me ne andavo, mi ha telefonato una mamma chiedendomi di pregare per sua figlia. Una ragazza molto sensibile fin da bambina alla vita altrui, al dramma dell’esistenza e perciò del male e della morte. Soffre molto e allo stesso tempo vede che tante sue compagne non soffrono come lei. Allora comincia a domandarsi come sarà la sua vita se ora deve soffrire così, e perché a lei tocca tutto questo e agli altri no. Ho detto alla madre di dire a sua figlia di rallegrarsi, perché è stata scelta da Dio per vivere più degli altri. Ciò che dobbiamo cercare nella nostra esistenza non è come soffrire di meno, ma come vivere di più. La sensibilità di quella ragazza la mette in contatto diretto con tante storie, tanti drammi, tanti cuori che agli altri sono preclusi, perché rimangono in superficie. Lei no. Perciò non può non porsi certe domande, non cercare risposte, speranza. Sempre. E’ privilegiata perché a lei non sfuggirà mai la gioia di una promessa di vita. La gioia è la risposta del cuore umano davanti alla promessa credibile di una vita più piena. E’ un’esperienza rara. La promessa c’è ma ci sfugge, non la notiamo. Perché? Perché per noi la vita è una cosa scontata, e la consapevolezza della morte imminente è bandita e confinata a regioni deserte della nostra coscienza. Latente resta l’irrequietezza, e non capiamo perché in tante occasioni dovremo provare gioia ciò non accade. A volte vediamo il volto di un bambino mentre gioca o quando riceve un bel regalo e ci domandiamo come sia possibile essere così contenti. Perciò rimpiazziamo la gioia con divertimenti, distrazioni, impegni, cause e attività. E tutto questo può darci tanto, non la gioianon la promessa di più vita. (…)

fonte: Tempi 1/4/2017

Leggi QUI l’articolo completo.

Impossibile gioia!? Beato Pino Puglisi.

w-a-bouguereau-montaggio“Oggi con tutto quel che sentiamo, possiamo vivere nella gioia? E’ possibile questo? Non è un estraniarsi dal mondo, un alienarsi il voler pensare a una gioia costante o magari a momenti di vera gioia?
Con tante sofferenze e ingiustizie è possibile parlare di gioia?
Noi siamo chiamati a scoprire i germi di bene che sono nel mondo, svilupparli in noi e negli altri e farli fruttificare, mettendo ovunque speranza.

Beato Pino Puglisi