Immacolata con Trilussa.

Quann’ero ragazzino, mamma mia me diceva:
“Ricordate fijolo, quanno te senti veramente solo
tu prova a recita n’Ave Maria.
L’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ maggìa”.

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Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,
ma quer consijo nun l’ho mai scordato.
Come me sento veramente solo
io prego la Madonna Benedetta
e l’anima da sola
pija er volo!

Trilussa “Pensanno a la Madonna” circa 1941

Beato il lettore che ha qualcuno con il quale parlare dei libri che legge!

Ne abbiamo scritto QUI tempo fa, e cerchiamo di praticare i laboratori di lettura…

Questo buon articolo che abbiamo ribloggato ci ricorda del piacere della condivisione nella lettura. Per non naufragare!…

GRUPPO DI LETTURA

Non intendo avviarmi sul sentiero insidioso di definire quanto sia “naturale” o meno per un lettore parlare delle sue letture. O di decidere se la lettura senza condivisione sia più debole.

kerouac cassady Neal Cassady (a sinistra nell’immagine) e Jack Kerouac, 1952. Fotografia scattata dalla moglie Carolyn. (Wikimedia Commons)

Credo soltanto che un lettore non voglia sentirsi come su un’isola deserta quando legge (io mi sento sempre a disagio su un’isola deserta). L’isola deserta, ovviamente, è condizione diversa dallo stare appartati a leggere, (cfr. Alberto Manguel, “Una storia della lettura”).

Per quanto ne so io, per quasi tutti i lettori, essere lettori su un’isola deserta non significa essere autonomi e autosufficienti, significa invece essere *naufraghi*.

Un lettore-naufrago pensa e sogna il momento in cui troverà un altro essere umano-lettore con il quale parlare, scambiare pensieri. Un lettore-naufrago non è autosufficiente, è solo.

Abbiamo più volte detto quanto più ricca sia — almeno potenzialmente: se…

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Sì, cattolico: “embè”?

foto Lapresse

Riportiamo uno stralcio dell’intervista che il neoministro Lorenzo Fontana ha concesso a Francesco Ognibene per l’edizione odierna di Avvenire. Non penso sia un difetto essere cattolico, anzi, dichiara il titolare del dicastero di Famiglia e Disabilità. Ne conveniamo con lui!

Lei si professa credente. Della sua fede cosa porta nell’impegno politico?
I valori che ispirano una civiltà bimillenaria, non sapendo se sarò all’altezza. Abbiamo la fortuna di credere in un Dio che ama, che ci insegna a fare tutte le cose senza odio. Non penso sia un difetto essere cattolico, anzi, e oggi sento molto la responsabilità di fare del mio meglio per essere all’altezza.

QUI il testo completo dell’intervista. Speriamo!

Amicizia.

Eccomi a Voi, Amici carissimi, per abbracciarvi con affetto e simpatia.

FAUSTO CORSETTI

Quante volte iniziamo e terminiamo la giornata in solitudine, avendo come unico compagno di viaggio noi stessi e il nostro lavoro o studio? E quante volte anche un incontro veloce con un nostro amico o un sms che ci arriva mentre siamo di ritorno in auto, in treno, seduti soli o accanto ad un finestrino che l’ultima volta di mattina era illuminato dal sole e ora è buio…ci fa sobbalzare e sorridere?
Non si può vivere senza l’amico o l’amica; gli amici sono il tesoro più bello che esista. Non puoi stare senza averli sentiti per Continua a leggere

II domenica di Quaresima ambrosiana.

QUI link alle letture

DON GIACOMO ROSSI dal Blog Riscritture di oggi:

Mi riconosco in alcuni tratti di questa donna e dei discepoli. Un po’ perché è sola al pozzo e capiamo presto che non si tratta solo di una solitudine occasionale. E’ sola come tanti di noi, magari con tanti mariti, tanti affetti, tante amicizie… eppure mai pienamente capiti, ascoltati. Uno dei mali più frequenti del nostro tempo.
Poi, ci sono due parole che mi identificano con questa donna. Qualcuno ha detto che oggi siamo tutti un po’ fragili e spavaldi. Non dico cattivi, malvagi o immorali… solamente un po’ più fragili e spavaldi.
Spavaldi come chi non ha bisogno di Continua a leggere

Amichevolmente amore.

… trova un tesoro!

di Fausto Corsetti

Anno Nuovo, vita nuova…
E allora, care amiche e cari amici, nessun indugio: amiamoci!

Dite la verità: avete mai spiato la cassetta delle lettere anche la domenica, tanto era grande il bisogno di essere ricordato da qualcuno? Avete “sentito” il telefono anche quando non suonava? Siete arrivati, addirittura, a parlare da soli? Forse, e senza forse, noi bipedi esseri umani siamo quelli che abbiamo bisogno di un secondo cuore: possiamo vivere senza fratelli, ma non senza amici.
Per questo l’amore è la cosa più cantata, più urlata, più invocata, più chiacchierata della terra. E’ giusto – e bello – che sia così: con l’amore, infatti, non si gioca, si vive! Eppure, nonostante tanto parlare d’amore, c’è qualcosa che non quadra. Continua a leggere