Così vicini, così lontani.

Come ascolteremmo, meglio: come ascoltiamo Gesù? Io, spesso, nonostante vanti una discreta autostima, NON ASCOLTO IL MIO PROSSIMO COME FAREI CON ME STESSO… O CON GESU’! La proposta – di livello elevato – odierna dell’amico Fausto mi ha fatto riflettere in questo senso. Grazie! A presto! 

Quante sono le persone che incontriamo lungo la nostra giornata. Sono volti che guardiamo, storie che sfioriamo, mondi che non conosciamo. Ci si passa accanto, per tutta la vita: e ciascuno può restare se stesso, estraneo all’altro, sconosciuto all’altro.
Ci si può incontrare anche per una sola volta nella vita. Ma quale sarà il senso, il messaggio che ci viene, che può venire da quella persona che, molto probabilmente, non incontreremo mai più. Cosa resta? Cosa lasciamo? Quel passo frettoloso, quel sorriso distratto, quello sguardo interrogante, quella cortesia formale, quella estraneità che incuriosisce, quel mistero che attrae, quell’indifferenza che allontana, quella paura che mantiene le distanze, quella fatica che Continua a leggere