Papa Francesco al Forum. Guardarsi negli occhi. (1 articolo)

Per Gigi De Palo e i Suoi preghiamo quotidianamente qui al Bar… Poi che bello che il Papa e una suora conoscano così bene l’Umano da poterci dare consigli sul Matrimonio!…

Due sposi, due fidanzati, prima che non si parlino più, non si guardano più, prima del dialogo muore lo sguardo. Prima della parola, non si vedono più.

suor Roberta Vinerba

Matrimonio Cristiano

Papa Francesco il 16 giugno  ha ricevuto in udienza una delegazione del Forum delle Famiglie. Ne è nato uno scambio molto bello e soprattutto interessante. Papa Francesco, provocato dalla passione del presidente del Forum Gigi De Palo, riposto il discorso formale che aveva pronto, ha risposto a braccio, guidato da quanto lo Spirito gli suggeriva. La risposta del Papa è una meraviglia da leggere e rileggere. Sento il desiderio di rileggerla con voi, approfondendo i punti più significativi.

Lui (Gigi De Palo ndr)  ha usato un’espressione: “guardarsi negli occhi”. L’uomo e la donna, il marito e la sposa, si guardano negli occhi. Racconto un aneddoto. A me piace salutare nelle udienze le coppie che fanno il cinquantesimo, il venticinquesimo…; anche quando vengono a Messa a Santa Marta. Una volta, c’era una coppia che faceva il sessantesimo. Ma erano giovani, perché si erano sposati a diciotto anni, come a quei tempi…

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Chiamiamola semplicemente vita.

Elliott Erwitt: “Cracked glass with Boy”

Rilanciamo qui un bell’articolo pubblicato sul numero di luglio di Cittànuova che ci parla con arguta semplicità dei nostri insuccessi e sul modo più umano di considerarli: “è la vita”. Grazie alla brava ELENA GRANATA.

La vita alle volte ci mette al tappeto. Sferra un tale colpo che siamo tentati di non rialzarci più. Alziamo il braccio in segno di resa. Cos’altro ci può ancora capitare?

Può essere la perdita improvvisa del proprio lavoro, un amore finito troppo presto, un insuccesso scolastico, la vana ricerca di un lavoro, trovarsi a ricominciare tutto da capo.

Allora l’impotenza ci prende alla gola e ci paralizza. Il mondo intorno a noi non ci aiuta: che penseranno gli altri di noi? Il giudizio ci pesa come un macigno.

Ci affrettiamo a nascondere ogni debolezza. Un figlio che va male a scuola diventa un problema familiare intorno a cui fare calare il silenzio. Una disoccupazione improvvisa diventa una questione privata. La separazione di un figlio o di un nipote una sofferenza di cui evitare di parlare con gli amici. La depressione del marito o della moglie un terribile segreto.

Eppure, se nessuna caduta è di per sé auspicabile né salutare, Continua a leggere

Facce da italiani. Gemma Capra Calabresi Milite.

foto di Ugo Zamborlini
foto di Ugo Zamborlini

ANNA POZZI

Gemma, ma lei non ha mai provato odio?
«Nel momento immediato della tragedia no. Anzi, ho provato una tenerezza così forte, che veniva da fuori, non da me. Ho recitato un’Ave Maria con il mio parroco di allora per l’assassino di mio marito e soprattutto per la sua famiglia. Pensavo che avessero un dolore ancora più insormontabile del mio. Sono certa che in quel momento ho ricevuto il dono della fede. Sembra assurdo dirlo. Non ho avuto sentimenti di odio o di disperazione. Ero talmente pervasa di amore da parte di Dio, che è difficile da tradurre in parole. Ho sentito la sua presenza, la sua forza in me. Credo che quando parliamo di Spirito Santo sia proprio quello».

fonte: Credere, 15/1/2015

“Se è per questa notte io non ho paura.”

SnoopyC’era tutto in quel paesino da niente. E mi ripeto che devo tornarci, devo ritrovarlo”. (Lidia)

Marina Corradi

Mi ritorna in mente con insistenza, da mesi, un piccolo paese di una valle del nord del Piemonte, dove forse quindici anni fa andai per Avvenire perché era allora un esempio di Italia invecchiata, con tanti anziani e pochi figli.
Mi ricordo che uscii dall’autostrada, percorsi una strada statale, poi vie sempre più strette e erte, che si arrampicavano a tornanti fra i boschi di castagni. Continuai a lungo, senza incrociare un’auto, con la sensazione di stare andando fuori dal mondo. A un certo punto costeggiai un piccolo lago, non so se artificiale o naturale, di cui mi sbalordì l’acqua: era straordinariamente pura, trasparente, tanto che la si sarebbe detta un pezzo di cielo caduto in terra. Era così incredibile il colore di quell’acqua che Continua a leggere

Enzo Jannacci la chiamava “Carezza del Nazareno”.

bisogno-di-teRiceviamo dal nostro Giordano e volentieri pubblichiamo:

Rivalutare la TENEREZZA.
Anche Dio dà le carezze.

di Enzo BIANCHI

Recentemente è stato edito il volume I vangeli, tradotti e commentati da quattro bibliste, opera che tra l’altro vuole mostrare come siano possibili una traduzione e un commento ‘altri’ rispetto alla maggior parte di quelli già esistenti. Credo sia più che accettabile l’ipotesi che una donna biblista commenti la Scrittura in modo ‘altro’ Continua a leggere