L’amara denuncia di una femminista: «Si sta deformando la realtà».

diritti-e-abusiIn un libro sulla libertà Francesca Izzo rileva che, dopo anni di battaglie, oggi si pretende l’intercambiabilità tra uomo e donna fino alla “pratica abnorme dell’utero in affitto”. (Lidia)

LUCIA BELLASPIGA

«Appartengo a quella generazione che ha partecipato con slancio alla presa di coscienza collettiva che essere donne è bello e il mondo deve riconoscerlo, a cominciare da quel nonno che alla mia nascita, quando seppe che ero una femmina, preferì andare al lavoro…». L’incipit autobiografico del libro di Francesca Izzo, Le avventure della libertà, inquadra immediatamente l’autrice, già docente di Storia del pensiero politico e Filosofia della politica all’Università di Napoli, da molti anni impegnata nel campo della ricerca femminista. Nessun dubbio, quindi, su quale fosse il suo fronte di schieramento Continua a leggere

Dal figlio al padre.

L’immagine scelta come logo per il Giubileo della Misericordia mi richiama alla mente il famoso quadro di Rembrandt, Il figliol prodigo; un’opera enorme, due metri e mezzo di altezza per due di larghezza, che raffigura appunto il padre della parabola cristiana – misericordioso – che accoglie, sotto lo sguardo severo del primogenito, il figlio minore.

Chi di noi non ha pensato, almeno una volta, al desiderio che ha nel cuore di essere accolto così, perdonato così?

Ma noi chi siamo? Il figlio maggiore, che mai si è allontanato da casa, che ha sempre fatto il suo dovere, che non ha mai deluso le aspettative dei genitori, o siamo andati errabondi nel mondo?

Di fronte alle difficoltà educative che quotidianamente riempiono i discorsi dei colleghi, non posso fare a meno di pensare che, al di là di dove ci collochiamo, tutti cerchiamo quell’abbraccio.

Ed il nostro vivere inconsciamente va cercando, in mille situazioni quotidiane, quella modalità di essere accolti dal Padre, come nel dipinto.

Con una responsabilità alla fine: iniziamo tutti con l’essere figli, ma siamo chiamati – prima o poi – a diventare padri…

E dentro al dipinto una sfida al dibattito più attuale sulle unioni civili e sulla famigerata “step child adoption”: per chi osserva bene le mani del padre, noterà che sono diverse, una maschile ed una femminile.

“Le forbici e i tagli che minacciano il vero amore.”

Wladimir Kush "Always together" 2009 olio su tela - Maui Hawaii U.S.A.
Wladimir Kush “Always together” 2009 olio su tela – Maui Hawaii U.S.A.

gloria rivadi suor Gloria Riva. 

da “Avvenire” – 1/10/15
Già all’interno del dettato biblico, le forbici decretarono il fallimento di un amore: Dalila, infatti, tagliò i capelli a Sansone, mettendo fine al loro ménage con un tradimento, ben peggiore dell’adulterio. Le forbici trovano la loro forza nello sdoppiamento e insieme nell’unità delle lame, in questo senso esprimono efficacemente la parabola delle relazioni umane e in particolare del matrimonio, connubio quotidiano di sentimenti che uniscono e che, talora, dividono. Un pittore surrealista di origine russa, ma emigrato negli Stati Uniti e poi, successivamente, nelle Hawaii, ha dedicato al tema del matrimonio diverse opere. Una di queste, dal titolo ‘Sempre insieme’ (Always together), raffigura un paio di forbici danzanti fra fogli di carta tagliati. I fogli riportano un verso di Shakespeare, in Le allegre comari di Windsor, dove Slender spinto dallo zio accetta, senza esserne innamorato, di sposare Annetta, certo che il rimanere insieme farà crescere solo la distanza. Un verso amaro che con quattro secoli di anticipo fotografa la totale sfiducia dell’uomo post contemporaneo nei confronti del matrimonio.  Continua a leggere