Facce da cristiani: Arnaud Beltrame.

“Solo per Lui vale la pena di lasciare tutto.”

…”Martiri del nostro tempo, come questo poliziotto che si è sacrificato in Francia per liberare gli ostaggi, e tante persone che non vengono citate dai giornali, che non vivono la fede come un residuo a cui dedicare qualche momento la domenica, ma come la ragione per vivere e morire.

Noi siamo qui a professare la nostra fede. Vieni Signore Gesù non solo come l’ospite che poi se ne va, non solo come l’amico che regala qualche momento di fraterna condivisione, ma come il Signore, colui che è resurrezione di vita eterna, e tutto il mondo è come niente di fronte alla promessa della Pasqua di Gesù. Solo per lui vale la pena di lasciare tutto.”…

L’Arcivescovo di Milano nella Veglia con i giovani della Diocesi

Non mandare a chiedere.


“Siamo in attesa di conoscere il numero degli italiani eventualmente coinvolti nella strage”. Mi imbarazza sentire questa frase, quasi un rito ogni volta che avviene un “accidente” all’estero. Ma i Morti sono i Morti…

Mi imbarazza ancora di più che i morti si “pesino”: che incidenza hanno avuto i poveri scomparsi delle Torri Gemelle che si sono dovuti vendicare con un numero “adeguato” di vite in Medio Oriente! Non molti anni indietro i periti nel genocidio dei Tutsi in Uganda furono diverse centinaia di migliaia in più, letteralmente un fiume di sangue. Non si può proprio dire che abbiano avuto l’attenzione di una paragonabile mobilitazione nemmeno umanitaria, tanto meno politica…

Ma è notizia di queste ore: le nove persone vittime a Monaco e le dieci volte più numerose trucidate nell’attentato a Kabul continuano a “meritare” trattamento mediatico ben diverso…

“Non può dirsi civile un paese in cui esista l’informazione”

George Ivanovitch Gurdjieff (grazie al Blog amico “en permanence” per la citazione/provocazione)

Ma ancora, i milioni di bambini non nati per l’aborto e chi vorrebbe invece farla finita anzi tempo con l’eutanasia. Qui la morte “procurata”, e non “subita” viene invocata come un diritto, una pretesa.

Come per il male che ci si procura con la droga. La discussione parlamentare che porterà alla legalizzazione delle droghe leggere inizia oggi. Questo è ammissibile, non spaventa. Compreso il potenziale di morte di un guidatore alterato dagli effetti della cannabis. Altro che il “camionista” di Nizza!..

Chiedo perdono per le poche idee confuse che ho esternato di getto al Barman, appoggiato al bancone del Betania’s. Ma vi assicuro, non ho affatto bevuto: mi sono fatto servire solo un tamarindo.

Due sole considerazioni: ci terrorizzano “preferibilmente” la morte e il male che non ci scegliamo o non possiamo, noi esseri onnipotenti, in qualche modo controllare. Oppure il male che infrange la nostra sfera “privata”, che lo sia in termini nazionali o, più genericamente e in maniera meschina, provinciali.

Ultima citazione a riassumere il mio pensiero di oggi:cartolina-aforisma-john-donne-3

“Cum grano salis”: rassegna stampa del 27/3/2016.

 " La strategia non porta a nulla. La Vita porta verso il Bene" don Fabio Coppini
” La strategia non porta a nulla. La Vita porta verso il Bene” don Fabio Coppini

Cum grano salis: la rubrica settimanale dell’Informatore della Comunità Pastorale del Crocifisso Risorto di Saronno.

 

Perché ci si possa formare un giudizio, ispirato dalla nostra Chiesa locale, sull’attualità. 

 

 

Dal Corriere della Sera

 

Dal Sussidiario

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Pray for Paris

ntati

stock-vector-eiffel-tower-logo-paris-icon-design-peace-hope-sign-flag-pray-for-paris-338935985Il motto e il logo virali che sono esplosi in questi giorni a seguito dell’atto terroristico di venerdì 13 (data non casuale) mi interrogano non poco.

Domenica, Sky TG24 ha montato un video che riprendeva l’invito “Pray for Paris” e che aveva come colonna sonora “Imagine”, di John Lennon. Canzone dalla melodia magnifica, il cui testo auspica a un mondo desertico. Nessun Paradiso, ma nemmeno un Inferno. Nessuna Nazione, nessuna proprietà. Nessuna religione. Solo tanta gente beatamente beota che vive una pace apatica sventolando bandiere arcobaleno.

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Un vile attentato contro la pace e tutta l’umanità.

Ecco il testo della preghiera del nostro padre Arcivescovo Angelo Scola recitata durante le Messe festive, come giudizio per la strage di Parigi e suffragio per le povere vittime.

antonello“Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno … avrete allora occasione di dare testimonianza” (Lc 21,12-13).

I cristiani di fronte ai fatti di violenza assurda e spietata capitati a Parigi riascoltano la parola di Gesù e si lasciano istruire a reagire come chi coglie l’occasione per dare testimonianza.

Non la vendetta, non la disperazione e la paura, non il meschino calcolo, ma la preghiera, la compassione e la responsabilità di dare il proprio contributo per costruire un umanesimo riconciliato, un società solidale, una fraternità che disarmi l’odio e gli abissi tenebrosi del male.

Sconvolti davanti a questa nuova manifestazione di folle violenza terroristica, un attacco alla pace di tutta l’umanità, mettiamo da parte le divisioni e uniti preghiamo.

 

Pregare non è astrarsi dalla realtà, ma riconoscere la presenza di Dio nella storia e che Dio la sta conducendo. Pregare ci spinge a comprendere cosa sta accadendo e ad agire per la pace.

 

Preghiamo per le vittime, i loro familiari, i feriti e tutto il popolo francese. Mentre siamo consapevoli che la maggioranza dei musulmani nel mondo sono donne e uomini di pace, preghiamo anche per i nostri fratelli cristiani che in Oriente e in Africa subiscono persecuzione.

 

Scola: per sconfiggere il male del terrorismo sanguinario

angelo scolaL’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, ha scritto al marito, ai familiari e alla comunità della signora Giuseppina Biella, residente a Meda (nell’Arcidiocesi di Milano), tragicamente assassinata nel corso dell’attentato di Tunisi.

Col suo messaggio invita a tenere fermo lo sguardo, in questo approssimarsi della Pasqua, sul Crocifisso, invocando il Suo abbraccio di fratello e salvatore.

Da qui la speranza anche nell’ora più buia. La violenza dei terroristi che ha insanguinato Tunisi, l’Africa, il Medio Oriente e molte altre parti del mondo, domanda a noi tutti

gesti quotidiani di preghiera,

di digiuno,

condivisione e solidarietà.

Per sconfiggere il male del terrorismo sanguinario vogliamo collaborare con chi – uomini delle religioni e di buona volontà – intende costruire la vera pace come autentica riconciliazione. La invochiamo come dono di Dio.

Ecco la copia della lettera: 2015_03_20_All_Lettera_Fam Senzani x Biella Giuseppina

11 marzo – Giornata europea delle vittime del terrorismo

11 marzo

“La voce e la memoria delle vittime sono le armi più forti per combattere il terrorismo. I terroristi vogliono il nostro silenzio, perché con il nostro silenzio tutta la società può scordare gli orribili crimini commessi. Ma se continuiamo a ricordare, li obblighiamo ad assumersi le proprie responsabilità e con le nostre testimonianze riporteremo la giustizia, che è quello che chiedono tutte le vittime”.

Teresa Jiménez-Becerril