Anche io Le chiedo perdono, professor Veronesi.

Cristo muore, Cristo risorge "Pietà" - W. A. Bouguereau
Cristo muore, Cristo risorge “Pietà” – W. A. Bouguereau

Sì, anche io, nel mio piccolo, gli chiedo scusa. E ringrazio il Signore finché ci saranno uomini di Chiesa come don Federico Pichetto che sono all’altezza, e che altezza!, dell’esempio di Gesù Cristo nel proporci di giudicare la realtà, tutta la realtà, come buona e opportuna per rendere gloria e grazie al Signore della Misericordia.

Io, prete, gli chiedo scusa per non avergli dimostrato la testimonianza della Grazia che salva.

FEDERICO PICHETTO

UMBERTO VERONESI (1925 – 2016). Non so descrivere la tenerezza che ha sempre suscitato in me la figura di Umberto Veronesi. Il suo dichiarato pregiudizio anti-cattolico, la sua “guerra” alla Chiesa, il suo scandalizzarsi della presenza del male nel mondo come segno tangibile dell’assenza di Dio mi hanno, letteralmente, commosso. In nome di tutte queste cose Veronesi ha espresso idee, diffuso mentalità, intrapreso azioni. Ai miei occhi ha fatto anche del male, molto male. Eppure adesso, nell’ora della sua morte, non riesco che a paragonarlo — per grandezza umana — al Capaneo dantesco che, non riuscendo ad amare Dio, non poteva fare altro che odiarlo, maledirlo. La vita di Veronesi è stata un grido verso il Cielo, una disperata affermazione di chi ha provato a fermare il male e ha combattuto nella certezza di poterlo sconfiggere.

Come gli antichi pagani all’epoca di Augusto, Umberto Veronesi attendeva qualcosa che potesse salvare e guarire l’uomo. Lo attendeva dalla scienza, lo attendeva dalla medicina, lo attendeva — in fondo — dalla conoscenza. Veronesi aveva capito che la salvezza dell’umano sarebbe avvenuta solo attraverso l’umano, ma non riusciva ad arrendersi che solo un umano risanato — toccato dal Divino — sarebbe stato in grado di introdurre nel mondo un’intelligenza delle cose capace di affrontare e di perdonare il male stesso. Perché il male, ciascuno lo sa, non si vince eliminandolo, ma “assumendolo”, accogliendolo, abbracciandolo.

Per cui oggi, in un giorno in cui molti si ergeranno a impietosi giudici della vita di quest’uomo tormentato dal dolore dei suoi simili — e per questo furioso verso risposte facili e a buon mercato — io vorrei dire ad Umberto di perdonarci se le nostre parole, la nostra testimonianza, le nostre azioni non hanno reso trasparente nella sua vita il fatto che l’Onnipotenza di Dio non sta nella capacità dell’Altissimo di risolvere i problemi umani, ma nella determinazione, cocciuta e testarda, a non voler mai abbandonare l’umano, qualunque esso sia, comunque esso sia.

Dio si prende cura della libertà dell’uomo e non permette che il male fermi il Suo amore. Egli è l’Onnipotente nell’Amore. Poveri come siamo, derelitti come siamo, malati come siamo, noi alziamo gli occhi al Cielo per non rimanere soli dentro il Buio e vivere sempre la forza di una Presenza che è più grande di ogni oscurità.

Questa moda di inchiodare alle proprie responsabilità, con giudizi taglienti, uomini ormai morti, eppure controversi ma geniali — come Veronesi o Fo — è uno sport facile, estremamente elementare da praticare e infiamma gli animi di chi “vuole fare giustizia”. Eppure, al contrario, chiedere loro scusa per non essere stati “quello che noi cristiani dovevamo essere”, muovendo il loro cuore non verso parole vuote, ma verso il fascino di una vita toccata dalla Grazia, credo che invece sia il più grande atto di umiltà che un cristiano possa fare, l’unico capace di essere all’altezza di Cristo.

Il quale, come ognuno di noi sa dall’esperienza della propria esistenza, morì per noi quando noi stessi eravamo ancora peccatori. Ossia senza chiederci nulla. Gratis. Semplicemente stando dentro al Getsemani del nostro peccato, senza fuggire dal nostro male, ma affermando sulla Croce un Bene più imponente di ogni morte.

La libertà di Umberto, così ribelle e così anarchica, si trova adesso davanti alla forza della Misericordia di Dio. E c’è da scommetterci che, in questo anno Santo, essa rivivrà il miracolo di essere amata. Fino a far piangere anche lui, il grande oncologo rimasto orfano da piccolo che, nella sua rabbia e nel suo livore verso la Chiesa, cercava in fondo solo di ritrovare Suo Padre.

fonte: Il Sussidiario 9/11/2016

Adesso per Umberto Veronesi “l’aborto è un male”.

Veronesi no abortoMa l’embrione non era solo un grumo di cellule?

La mattina seguente all’attacco del Consiglio europeo all’Italia sulla presunta difficoltà di accedere all’interruzione di gravidanza a causa dei troppi ginecologi obiettori di coscienza, Papa Francesco ha difeso la categoria con parole molto nette: «vediamo tutti i giorni che le potenze fanno leggi e una nazione che non segue queste leggi moderne, colte, o almeno che non vuole averle nella sua legislazione, viene accusata, viene perseguitata educatamente (è nel primo articolo recensito in “Cum grano salis” del 17/4). E’ la persecuzione che toglie all’uomo la libertà, anche della obiezione di coscienza! Questa è la persecuzione del mondo che Continua a leggere

Il Dottor Professor Umberto Veronesi.

veronesi-258Clonazione e utero in affitto.

Umberto Veronesi, da un po’ di giorni, conduce una nuova battaglia. Dopo aver sponsorizzato l’eutanasia, l’aborto ecc., ora è la volta dell’ utero in affitto.
L’ex capolista del Pd in Lombardia è un apripista. Pochi conoscevano il nome gender e già lui conduceva la sua battaglia per diffonderlo.
Nel suo La libertà della vita (Raffaello Cortina, 2006), auspicava la riproduzione generalizzata per clonazione e si pronunciava contro la differenza sessuale.
E’ stato un ministro della nostra Repubblica.
Rileggere oggi alcune sue affermazioni rende edotti sul livello cui può condurre l’ideologia.

Che poi i grandi giornali spacciano per “parola di scienziato”. Cattura-768x606

Libertà??

Misericordia di me!…  implorava Dante, deciso a lasciarsi l’Inferno alle spalle…

fonte: Libertà e Persona 3/3/16

Padre Patriciello: “Se taceremo noi grideranno le pietre del selciato!”

dott. prof. Umberto Veronesi foto Ansa
dott. prof. Umberto Veronesi foto Ansa

Umberto Veronesi: “Sono a favore della maternità surrogata perché è una forma di donazione: una donna dona a una persona, che può essere una sorella, una cugina o un’amica una maternità che quella non può avere”. Leggi tutto.

fonte: Francesco Curridori Il Giornale online, venerdì 19 febbraio 2016 – ore 19.08

Padre Maurizio Patriciello: “E’ UN DELITTO CONTRO L’UMANITA’. Andare a prendere don mauriziol’utero di una donna povera in un paese povero, darle quattro soldi in mano e strapparle il figlio e portarselo qua. E sostenere che è un diritto. E gli italiani guardano… E guardano… E guardiamo… E guardiamo. Guardiamo. Qualcuno parla, qualcuno dice ni, qualcuno dice no, qualcuno dice so, però le cose stanno così… (…)Voi donne non avete l’utero, voi donne siete l’utero. La mamma non ci ha portato per nove mesi in seno, la mamma ci ha costruito nel suo seno. Ci ha regalato tutto: il sangue. l’aria, l’acqua, le ossa, la carne, i muscoli: tutto.

Sono quarant’anni che la mia mamma è morta, le vecchie del mio paese quando mi incontrano mi dicono: «Padre Maurizio, siete tale e quale a Mamma vostra!!» Dopo quarant’anni… E a quell’altra madre il figlio lo toglieremmo, e più nessun diritto!? «Non ci importa, signora se Lei avrà avuto una depressione post partum», non ci importerà più niente di questa donna. E il bambino che arriverà qui non dovrà nemmeno sapere chi è la sua mamma.

E questo è un diritto? No questo è uno scempio! E se taceremo noi grideranno le pietre del selciato!”

fonte: Incontro con la Chiesa di Saronno in Regina Pacis, venerdì 19 febbraio – ore 22.07

Siamo ancora invitati ad archiviare queste testimonianze come “questione di punti di vista“?

Misericordia di me”, implorava Dante deciso a lasciarsi alle spalle l’Inferno…

 

Ancora Veronesi. Diritti individuali.

 

veronesi“Mi piace quest’uomo. Mi piace Papa Francesco. Non solo perché invoca la pace. Altri Pontefici l’hanno fatto. Francesco mi piace perché provoca tutti a un cambiamento, a un nuovo modo di pensare.” (fondazione Umberto Veronesi-blog 21/11/2013)

-Ecco l’oncologo più famoso d’Italia testimone nello spot pro eutanasia:    diritto di morire.

 

“Mi piace Papa Francesco. (…) Mi piace perché provoca tutti a un cambiamento, a un nuovo modo di pensare”. (21/11/13)

E infatti, parlando alla Fao il 20 novembre, Papa Francesco ha affermato: “Oggi si parla molto di diritti, dimenticando spesso i doveri; forse ci siamo preoccupati troppo poco di quanti soffrono la fame”. Continua a leggere

Se Dio esistesse…

zichici

Notizia di poche settimane fa. Antonino Zichichi: “La scienza non ha mai scoperto niente che sia in contrasto con l’esistenza di Dio. L’ateismo, quindi, non è un atto di rigore logico teorico ma un atto di fede nel nulla.”

E’ così che il fisico più famoso d’Italia risponde a Umberto Veronesi, l’oncologo più famoso d’Italia, che nel suo ultimo libro ha scritto che il cancro è la prova che Dio non esiste. Zichichi invece sostiene che il cancro è questione di cellule mentre l’universo è la prova che Dio c’è.

Nel prossimo cortometraggio lo stesso, identico!, contraddittorio, altri protagonisti. Chi? Ancora don Camillo e Peppone? Continua a leggere