Cristiani semplicemente impegnati.

Ecco la nuova, e attesa, riflessione che il nostro Fausto Corsetti condivide con noi oggi. Ci sollecita “energicamente”  con amicizia a “farci sempre riconoscere”. Grazie della prossimità, Fausto! Pensiamo al Portico di Salomone: il Portico di Salomone, che circondava la spianata del tempio di Gerusalemme, diventerà un luogo familiare per i primi cristiani, che vi si raduneranno dopo l’effusione dello Spirito Santo a Pentecoste, come raccontano gli Atti degli Apostoli. I cristiani continueranno a ritrovarsi nel luogo in cui il Maestro ha parlato delle ‘sue pecore’ che ascoltano la sua voce e non verranno strappate da lui nemmeno dalla persecuzione. Sotto ogni portico di Chiesa e di città, per tutte le strade del mondo, i cristiani vivono e si riuniscono, domandando la grazia di rimanere fedeli al Signore Gesù e di testimoniarlo al mondo.

Siamo soliti pregare il Signore perché ci protegga e ci aiuti ad eliminare le cause che generano le molte povertà materiali, morali e spirituali delle quali la nostra società soffre. Una fede, tuttavia, che fosse solo celebrata in chiesa e poi non testimoniata fuori – nella famiglia, nell’ambiente di lavoro, nella società, nella politica – non ci renderebbe credibili: per essere credenti credibili, non di nome ma di fatto, è necessario uscire e gridare il Vangelo con la vita!

Nel cuore dell’uomo è scritta da Dio creatore una legge universale che nessuno potrà mai cancellare. Su questa legge si basano i Continua a leggere

La terra sotto i piedi.

Terremoto.

Sarebbe bello computare all'”attivo”, in un ipotetico bilancio, una nostra benedetta conversione.

“qualcuno ci sta strattonando per avvertirci, ma non ci voltiamo. Siamo così…”

Berlicche

Siamo onesti, ci aspettavamo un disastro, una strage, ma non questa. Attendevamo una mano assassina, una bomba, ed invece è stata la terra che ha ucciso. Curioso come la realtà sia sempre altro, come i nostri timori e le nostre paure siano costantemente in ritardo su quello che accade. Il terremoto? Eravamo avvertiti. Sappiamo di vivere su rocce che si muovono, si sbriciolano, tremano. La nostra casa è sull’orlo di vulcani, il centro della nostra penisola potrebbe diventare una distesa di lava in qualsiasi prossimo momento. Ma è un futuro che non c’è, un futuro ancora irrealizzato e che perciò non esiste. Con certezza accadrà: ma non ce ne occupiamo.  Seduti in spiaggia leggiamo il giornale sportivo. Guidiamo incollati al muso della vettura che ci precede. Qualcosa avverrà, sì, ma non ora. L’orlo della nostra veste è tirato, qualcuno ci sta strattonando per avvertirci, ma non ci voltiamo. Siamo così…

View original post 47 altre parole

Valore

Proposto dalla nostra Camilla:

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
perdutoConsidero valore quello che domani non varrà più niente e quello
che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca (Enrico De Luca)

VALORI

Ricevo e pubblico:

IMG_2947 scritta in prospettiva

Chi frequenta il bar, vive anche la comunità e la città. Ed ecco l’esperto della canzone del Betania’s che racconta agli altri clienti un episodio di vita vissuta in città.
Tre giorni fa passavo da via Marconi e, a pochi metri dalla rotonda, ho visto su un muro una scritta; mi ha colpito e ieri l’ho fotografata, con un’angolazione particolare.
Non credo che l’ignoto autore si lamenterà della prospettiva con cui la presento: probabilmente non conosce questo bar, e quindi “occhio non vede, cuore non duole”.
E poi a me la scritta piace vederla così; è vero che non si vede l’ultima parola scritta sul muro: ritratta di fronte, la scritta sarebbe stata intera…. ma appunto non mi piaceva la prospettiva… la trovo più bella così. Cosa devo dire? Ciascuno interpreta le opere d’arte a suo modo… a me piace vedere la scritta “Dio – patria- famiglia, che vita di” … e poi io ci vedo “valori!”.
E mentre tre giorni fa la notavo,  mi dicevo: “guarda il caso! Pochi metri prima della rotonda, in via Marconi c’è questa scritta; pochi metri dopo la rotonda, in via Roma, fra pochi giorni (il 16/1), al Teatro “Regina Pacis”, ci sarà il concerto del Coro dei congedati della Brigata Alpina Tridentina e del “Coretto Regina Pacis”. Due cori che canteranno proprio i Valori indicati nella scritta!”
Grazie, ignoto autore: mi hai dato la possibilità di ricordare anche sul blog questo concerto.
Grazie, ignoto autore: mi hai ricordato che non dovrò mai dare per scontati questi valori.
Grazie a chi ha pensato a questo concerto: permetterà di vivere alla grande una serata a me, perchè canterò, ed a chi ascolterà; valori da cantare e soprattutto da vivere!

Stefano Vanoli

Siamo tutti Rozzanesi? (2)

vietato-presepeCommentando il polverone sollevato dal Preside della scuola di Rozzano, il vescovo di Padova mons. Cipolla ha dichiarato a Rete Veneta “Io farei tanti passi indietro pur di mantenerci nella pace e pur di mantenerci nell’amicizia.”

E giù altri fiumi di inchiostro.

Beh, che c’è di strano? I “valori” di cui ci riempiamo la bocca non sono statuine da brandire. Continua a leggere