Ferie, “la lentezza dell’ora”? Don Giacomo Rossi.

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Ecco una riflessione anche sull’agognato periodo delle ferie cercato su Riscritture di don Giacomo.

E’ un commento al Vangelo di Marco 13,1-27, qualche considerazione seria sulla qualità dell’attesa. Non a caso è Vangelo d’Avvento:

 …”Può bastare vivere attendendo le ferie, o una cena tra amici o una soddisfazione lavorativa? Oppure queste piccole attese rivelano anche il loro perverso gioco, il loro continuo “tirare avanti”, come quell’uomo del mito greco, Sisifo, condannato a sollevare un grande masso fino alla cima di un monte e quindi vederlo rotolare giù, per poi ricominciare…

Scriveva Pavese: “la lentezza dell’ora è spietata per chi non attende più nulla“. La noia, la lentezza dell’ora, non è solo quella dei ragazzi che non sanno cosa fare, ma anche quella degli adulti che non sanno più perché continuano a fare quello che in fondo solamente devono fare. Perché dalla vita non si attendono davvero più nulla (se non, a ben vedere, il timore di qualche malattia o di qualche disgrazia). Perché hanno dimenticato Dio.
Ecco perché il richiamo di questo vangelo è sempre centrato su di noi: Gesù vorrebbe che almeno i suoi capissero che il problema non è il mondo cattivo o la crisi o gli atri… ma il punto sei tu e la qualità del tuo desiderio. “Badate a voi stessi”, “badate che nessuno vi inganni”, badate di non scambiare in questo tempo di attesa falsi idoli per il vero Dio. Continua a leggere

Impronunciabile

boltCirca le 21.30. Meeting di Londra di atletica, Diamond League. Gara dei 100 metri. “La gara”.

Il mito Usain Bolt è sulla pista bagnata di pioggia. Gigantesco non solo per talento. Il suo corpo straripante sovrasta gli altri atleti che intorno a lui sembrano nani a corona di un’improbabile Biancaneve.

Il recordman giamaicano saluta il pubblico, piega arti e muscoli e punta i piedi sui blocchi di partenza.

Si allunga e poi, già in ginocchio, disegna un segno di croce sul petto e solleva occhi e dito lassù.

Commento del cronista italiano: “Bolt saluta gli dèi.”

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Gruppo d’ascolto: il cieco di Betsàida

ciecoUltimo dei nostri gruppi d’ascolto. Ci piacerebbe che il gruppo in qualche modo non debba aspettare ottobre per ascoltare di nuovo insieme. Per ascoltarci.

Quante volte il nostro fiato è diventato Voce.

Quanta speranza siamo riusciti a infondere l’uno all’altro grazie a quelle Voci!

L’attenzione sarà per il brano di Marco 8, 22-26: la guarigione del cieco di Betsàida.

Eccolo di seguito: Continua a leggere

Banda di pazzi

“… è stata una bellissima serata.

Se qualcuno ci avesse visti ci avrebbe preso per una banda di pazzi.

Gente che si mette a cantare, a condividere preghiere, a parlare di martirio…

Eppure ieri si respirava la libertà e la familiarità che solo lo Spirito sa dare.

Grazie per questo viaggio.”

 

E’ uno  dei commenti espressi dopo il ritrovo del gruppo d’ascolto dello scorso venerdì.

Abbiamo “masticato”, anche per questo incontro non esiste termine più opportuno, il Vangelo di Marco pubblicato di seguito:

5097585-due-pesci-e-cinque-pani-con-lume-di-candela-ed-un-vaso-antico-vinoSeconda moltiplicazione dei pani

In quei giorni, essendoci di nuovo molta folla che non aveva da mangiare, chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione di questa folla, perché gia da tre giorni mi stanno dietro e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle proprie case, verranno meno per via; e alcuni di loro vengono di lontano». Gli risposero i discepoli: «E come si potrebbe sfamarli di pane qui, in un deserto?». E domandò loro: «Quanti pani avete?». Gli dissero: «Sette». Gesù ordinò alla folla di sedersi per terra. Presi allora quei sette pani, rese grazie, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; dopo aver pronunziata la benedizione su di essi, disse di distribuire anche quelli. Così essi mangiarono e si saziarono; e portarono via sette sporte di pezzi avanzati.Erano circa quattromila. E li congedò. 10 Salì poi sulla barca con i suoi discepoli e andò dalle parti di Dalmanùta.
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Il sordo farfugliante (Mc 7, 31-37)

EffataEccovi il brano che masticheremo domani nei gruppi di ascolto, insieme a un commento di don Matteo Crimella.

“Di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano.
E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua;
guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: “Effatà” cioè: “Apriti!”.
E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano
e, pieni di stupore, dicevano: “Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!”.  “ Continua a leggere

Come cani affamati: la donna siro-fenicia (Mc 7, 24-30)

490Qui di seguito la Parola che masticheremo questo venerdì 12/12, durante l’incontro dei Gruppi di Ascolto.

“Partito di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non potè restare nascosto.
Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi. Continua a leggere

Puro e impuro: appunti su Mc 7, 1-23

mani-sporche0. APERTURA

Per masticare la parola, cliccare su questo link Mc 7, 1-23
Secondo voi, il Cristianesimo è una religione? Per me no.

1. MARCO

Il Vangelo di Marco. Il primo ad essere stato scritto. E’ stato considerato per errore un riassunto di Matteo (per questo si colloca come secondo vangelo nell’ordine canonico); ma la critica filologica tedesca (XIX secolo) ha chiarito la questione. Continua a leggere