The father – Nulla è come sembra

THE FATHER - NULLA È COME SEMBRA - Cinegatti Cinema Perugia

Il cinema è uno specchio. Magico, ma pur sempre specchio. E in una società occidentale dalla curva anagrafica in netta ascesa, cominciano a diventare numerose le pellicole che approfondiscono i temi della “terza età”: il confronto con la gioventù passata e presente (“Youth”, “Up”), la sofferenza e la fine terrena (“Blackbird – l’ultimo abbraccio”), la demenza senile (“Una sconfinata giovinezza” di cui ho già scritto qui).

Quest’ultimo, drammatico tema viene affrontato anche dal bellissimo e pluripremiato film “The father – Nulla è come sembra”. Il regista è Florian Zeller, all’esordio alla regia, autore anche della pièce teatrale da cui il film è tratto. Trovate trama, notizie e riconoscimenti qui.

Vi regalo il dialogo finale. Lo scambio di battute avviene tra l’anziano Anthony (un enorme Anthony Hopkins) e Catherine, l’infermiera della casa di cura in cui Anthony è stato ricoverato (Olivia Williams).

Si tratta della scena madre, la spada che scioglie gli intrecci del film. E che ci pone di fronte a qualcosa che, ahimè, prima o poi toccherà a tutti noi affrontare.

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Verso Casa. Ultime conversazioni.

La nostra Gemma scrive per condividere la “tenerezza” di questa “letterina” che  Papa Benedetto ha indirizzato al direttore della sede romana del Corriere. Tenerezza e letterina sono le parole che ha usato Gemma. E mi sembra che possano definire bene la missiva del Santo Padre. E se felicità è prepararsi una morte serena, possiamo augurargli di completare il “pellegrinaggio” con lo stesso spirito.

«Caro Dott. Franco,  mi ha commosso che tanti lettori del Suo giornale desiderino sapere come trascorro quest’ultimo periodo della mia vita. Posso solo dire a riguardo che, nel lento scemare delle forze fisiche, interiormente sono in pellegrinaggio verso Casa. È una grande grazia per me essere circondato, in quest’ultimo pezzo di strada a volte un po’ faticoso, da un amore e una bontà tali che non avrei potuto immaginare. In questo senso, considero anche la domanda dei Suoi lettori come accompagnamento per un tratto. Per questo non posso far altro che ringraziare, nell’assicurare da parte mia a voi tutti la mia preghiera. Cordiali saluti, Benedetto XVI».

Come giocattoli… relegati in soffitta.

Ciao Fausto Corsetti! Ti attendevamo. E che sorpresa… Ci permettiamo, se non ti spiace, oggi di corredare il tuo componimento con “I Vecchi” di Claudio Baglioni. Parrebbe scontato, ma che versi!..

Ascoltiamola QUI.

L’autunno mi fa pensare a quella che con parola pietosa si chiama la terza età. E’ la vecchiaia, ma è come se si avesse paura a chiamarla con il suo nome, quasi che la “vecchiaia” fosse una parola invereconda. Forse non il nome, ma la vecchiaia è invereconda. Mi chiedo spesso se questa sia la ragione della solitudine degli anziani.
Sempre più frequentemente ascolto storie tremende: genitori, con numerosi figli, abbandonati.
Nessuno che li vada a trovare, nessuno che si interessi di loro.
Oppure figli che litigano per i turni di visita o per quelli di assistenza domiciliare.
Figli che arrivano a farsi pagare l’assistenza. E autorevoli dirigenti e professionisti affermati che, appena passata la festa di saluto per il pensionamento, sono ignorati da tutti, non ricevono più Continua a leggere