Venerdì Santo scuola di preghiera.

Ottavio Marino “la Passione del Figlio di Dio” – scatto fotografico

“Nella Liturgia della Passione c’è, quasi alla fine, un momento molto bello ed emozionante: è quello della Preghiera Universale.

Dopo la morte di Gesù finalmente si può pregare, e pregare proprio per tutti.

La solennità di questa preghiera è grandiosa. Si avverte che la Sposa si coglie, con fierezza, nel suo ruolo; la Chiesa è aperta a tutti, ha una parola per tutti e intercede per tutti.”

Il post è tratto dal sito http://www.onos46.it/ di don Luigi Galli. Ringraziamo la nostra Antonietta per la segnalazione.

Settimana Santa – Venerdì 

Il Venerdì santo è carico di emozioni e di sensazioni che vanno vissute nella fede e nell’abbraccio alla Croce di Gesù; quella vera, cioè alla totalità del Dono e alla visione piena e dell’Amore divino.
Nella Liturgia della Passione c’è, quasi alla fine, un momento molto bello ed emozionante: è quello della Preghiera Universale.
Dopo la morte di Gesù finalmente si può Continua a leggere

Immagina! Venerdì di Quaresima. Van der Weyden.

Rogier Van Der Weyden: "Deposizione dalla Croce" (1433-34) al Prado.
Rogier Van Der Weyden: “Deposizione dalla Croce” (1433-34) al Prado.

Lo “Spettacolo della croce” (Lc 23, 48). Questo olio su tavola è davvero uno spettacolo: la Madonna, livida più di Gesù, partecipa talmente alla morte del figlio che, nel deliquio, ne “Imita” (l’Imitazione di Cristo) la posizione. “Vorrei essere al Tuo posto, Figlio mio!” La Maddalena all’estrema destra, san Giovanni sul lato opposto, Giuseppe d’Arimatea con l’ampia cappa finissimamente damascata.

Vale la pena di cliccare sull’immagine, per due volte, fino ad ottenere il massimo ingrandimento: si contano le lacrime sui volti, i crini delle bordure di pelo, le cuciture sui tessuti…

fonte dell’immagine: Wikipedia

Venerdì Santo: omelia

20150225_174339Che farò di Gesù, chiamato Cristo?

Sia Crocifisso! Ma che male ha fatto?

Sia Crocifisso!

Questa è la condanna perentoria del Venerdì Santo.

Una condanna che si rinnova ogni anno, ogni giorno,

quando sentiamo di uomini e di donne

che vengono perseguitati a causa del Vangelo,

messi contro il muro dell’ingiustizia e dell’ignoranza

uomini messi in Croce e spogliati dello loro dignità. Continua a leggere

“Elì, Elì, lemà sabactàni?”

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Anche ieri è risuonato quel grido disperato: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”

E’ lo stesso grido che sale dal Kenya, dalla Nigeria, dalla Siria, da ogni luogo o situazione in cui la dignità dell’uomo viene calpestata.

E Gesù, Figlio di Dio fatto uomo, da quella croce, ci “autorizza” a urlare la nostra disperazione verso il cielo.

Ma la Sua storia, che è la storia di ogni uomo, ci ricorda che dopo un venerdì di morte arriva una domenica di vita, che dopo il grido disperato risuona, anche nel cuore, il canto gioioso dell’alleluia.

Ecco il grande dono della nostra fede cristiana: la Pasqua di resurrezione.