Vivere volentieri.

L’Autore è Luigi Patrini, un amico di Gallarate (Varese) ora scrittore. L’articolo è pubblicato oggi su La Prealpina. Il Titolo è “Libertà o capriccio”. Abbiamo lasciato le colonne come appaiono sul giornale perché secondo me queste parole sono poesia. Ho rinominato questo brano “Vivere volentieri” perché, secondo Luigi, è la prerogativa, o dovrebbe proprio esserlo, del cristiano che cerca la Verità che lo libera. Grazie!

Più frequento il pensiero cristiano
e più capisco la sua valenza
“laica”! Sembra un paradosso,
ma è proprio così,
perché sempre più mi appare
evidente la “ragionevolezza”
degli insegnamenti di Gesù e, Continua a leggere

Lo scandalo della santità

E’ quanto di meglio abbia letto sull’argomento.

Probabilmente quanto di più vero sia stato scritto.

Lo condividiamo volentieri.

Giuliano Guzzo

In questi giorni di tempesta nella Chiesa, in questi giorni di continui attacchi, divisioni e verità che sembrano veleni solo perché sono state troppo a lungo occultate – dunque

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Un passo indietro.

A tutti, allora, un augurio di un tempo fecondo di incontri e di esperienza di vera umanità. Ne abbiamo bisogno.

Fausto Corsetti

Fa parte della vita il giusto e necessario riposo e vivere bene le vacanze non è un affare di poco conto, soprattutto se conosciamo l’importanza delle pause nel ritmo faticoso e talora frenetico del lavoro e della vita quotidiana.
E’ un esercizio che mette in gioco la saggezza di ognuno, aiuta ad acquistare il senso della gratuità. C’è un rapporto profondo che lega il “tempo occupato” con il tempo libero . Ma non è un rapporto strumentale, è una complementarità che aiuta l’armonia della vita.
Quindi, anche la vacanza ci fa crescere in umanità. Il cambiamento del Continua a leggere

Oggi i cattolici si nascondono e il mondo non si salva.

Constatavo oggi con un amico quanto sia raro e difficile, anche tra amici, condividere opinioni, prendere posizioni, manifestare convinzioni su fatti non necessariamente compromettenti, anche e soprattutto quando ciò prevede, magari, una  certa “esposizione”…

Per non parlare di quando, magari in prossimità delle elezioni, si tratta di confrontare le nostre convinzioni o posizioni politiche con la nostra esperienza di Chiesa. Causa o conseguenza della, ormai, certificata  irrilevanza dei cattolici in politica e non solo?

E proprio oggi, su La nuova Bussola quotidiana si legge il fondo di PEPPINO ZOLA proprio su questo argomento. Dario, la persona con cui ci si confrontava, commenta l’articolo così: Zola dice poche parole ma chiare chiare. Finché ci saranno persone così, fede e speranza continueranno ad essere annunciate.” Eccessivo? Secondo noi no, ma fateci pure sapere.

Sorprende che i cattolici stiano contribuendo “a tacere di noi”, in parte “nascondendosi” ed in parte avendo vergogna della propria diversità, come dice Giussani. Dimenticando Gesù, san Paolo e il fatto che è la diversità di Cristo a salvare il mondo. Egli è con noi per tutti i secoli, ma per dirci cose dell’altro mondo.

Caro direttore,

ho una strana impressione: e cioè che i cattolici (non solo italiani) facciano di tutto per nascondere la loro “diversità”, quasi fosse un’onta. È indubbio che, con il Battesimo, i cristiani diventino una realtà diversa. Tutto l’insegnamento di San Paolo, mi pare, insiste sul FATTO che Cristo ci rende persone “nuove”, cioè diverse da come eravamo prima e da come tutti sono quando vivono quello che Gesù identificava con la parola “mondo”.

Nella Sua suprema preghiera, Gesù, rivolto al Padre ha così pregato: Continua a leggere

Un fatto non ‘torna’ come torna un conto

Di recente Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, ha fatto un intervento a Venezia dal titolo “Investire in conoscenza”.

Bellissimo!  Si è fatto aiutare addirittura dalla letteratura, scomodando un racconto poliziesco, La promessa, di Friedrich Dürrenmatt, uscito circa 60 anni fa.

E cita questo pezzo, secondo me fantastico. Sono sobbalzata quando l’ho letto. Torna a temi a me cari.

Voi costruite le vostre trame con logica. Con la logica ci si accosta solo parzialmente alla verità, (…) i fattori di disturbo che si intrufolano nel gioco sono così frequenti che troppo spesso sono unicamente la fortuna professionale e il caso a decidere a nostro favore. O in nostro sfavore. (…) Un fatto non può ‘tornare’ come torna un conto, perché noi non conosciamo mai tutti i fattori necessari ma soltanto pochi elementi per lo più secondari. E ciò che è casuale, incalcolabile, incommensurabile ha una parte troppo grande.”

 

P.S. Gli interventi del governatore sono tutti regolarmente pubblicati sul sito di Banca d’Italia. Se potete, andate a leggerlo per intero (!).

Corretta informazione

“Ciò che si dice e si scrive deve essere coerente con ciò che si vive.”

Basterebbe questa frase della giornalista Rai Tiziana Ferrario per capire il clima che si respirava stamattina a Milano, nell’incontro annuale dei giornalisti Lombardi e dei comunicatori parrocchiali con Mons. Delpini (in occasione del 24 gennaio, memoria di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti).

Il titolo dell’incontro con l’arcivescovo di Milano, quest’anno, è stato – come si vede dall’immagine – “Il diritto a essere correttamente informati”, con quell’avverbio che, nella società della disintermediazione, diventa sempre più cruciale.

Tra fake news e verità il solco è ampio, ma spesso non percepito.

Questo chiede un ripensamento del ruolo dei giornalisti, con un mercato della stampa che, dopo anni in crisi, ancora “è in cerca d’autore” e ancora si interroga sulla sua identità.

È stato bello però ascoltare stamattina questo decalogo, che i giornalisti hanno provato ad elaborare.

Sentite:

1. Non scrivere degli altri ciò che non vorresti fosse scritto di te

2. Non temere di rettificare, né di ammettere di aver sbagliato

3. Dai voce ai più deboli

4. Impara a dare i numeri (e ad integrare le opinioni con dati e fatti che le spiegano)

5. Le parole sono pietre, quindi usale per costruire ponti

6. Diventa scorta mediatica della verità

7. Non pensare di essere al centro del mondo

8. Il web è prezioso, ma usalo bene. Internet è rivoluzione, ma ciò che scrivi è rivelazione di ciò che sei

9. Connettiti con le persone

10. Porta il messaggio nelle nuove piazze (digitali e non)

Il mio istante e l’eterno.

Il contributo degli amici è determinante per il Bar. Apre la mente, allarga la prospettiva, fa pensare bene. Ragazzi, come chiedono i bambini: ANCORA!

Oggi il… soccorso ci giunge gradito dalla nostra Gemma, anima gentile. Sì, perché credo che riflessioni come quella che pubblichiamo di seguito, tengano viva, vivissima, la Speranza. Qui ci si svela di un credito aperto per noi in Paradiso. Ciò che ironicamente chiamiamo appunto “punti Paradiso”…  vengono davvero computati. Dal Sito della Fraternità San Carlo, novembre 2017.

In Paradiso rimarranno, trasfigurati, i segni fisici di questa nostra vita, testimonianza bella e perenne di ciò che è avvenuto nel tempo, sulla terra.

Una meditazione di Paolo Sottopietra* sul Paradiso, il “per sempre” del Cielo che è già preparato nella nostra vita terrena.

Il razionalismo del nostro tempo ha indebolito in noi la capacità di immaginarci concretamente il Paradiso, l’ultimo porto della nostra vita. L’eternità ci appare come un non-tempo. Le uniche immagini che ci soccorrono sono una luce abbagliante, che non lascia distinguere forme e contorni, o un’aria rarefatta attraversata da nuvole bianche. Fatichiamo perciò ad avvertire che il nostro presente ha a che fare con il per sempre del Cielo e siamo perciò meno disponibili alla fatica della lotta quotidiana per la verità di noi stessi e del mondo in cui viviamo. Per lottare, infatti, dovremmo essere convinti che gli atti e le scelte che compiamo contino realmente.

Ma l’eterno non è un’atmosfera vuota. Dopo la sua Continua a leggere