Leggere.

Ventisette ossa,

trentacinque muscoli,

circa duemila cellule nervose

in ogni polpastrello delle nostre cinque dita.

 

E’ più che sufficiente per scrivere Mein Kampf

o Winnie the Pooh.

 

Wislawa Szymborska

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“Ascolta come mi batte forte il tuo cuore.”

Szymborska_2011_(1)

Wislawa Szymborska, (1923 – 2012) premio Nobel per la letteratura nel 1996. Disse:“E’ solo un caso che la scelta sia caduta su di me. Ma che ci vuole fare!?” 

L’abbiamo già letta il 30 novembre nel post “Farisei”.

Ironicamente aveva affermato che la poesia è apprezzata da non più di due persone su mille, anche se le sue raccolte sono state lette più di molte composizioni in prosa.

Oggi la reincontriamo nella canzone Wislawa Szymborska di Roberto Vecchioni

(album “Io non appartengo più” 2013):

E quando canti sento
l’inconsistenza amica,
la sorpresa del mondo
come una perla antica;
E quando canti chiedo
ma chi le ha dato il cuore,
la legge del sospiro,
per scrivere parole?
E quando canti il mondo
mi svela il suo motivo
casuale ed inspiegabile
magia d’essere vivo;
E quando canti, canti

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farisei

sciacallo

E’ molto amara questa poesia della Szymborska.

E’ il mio commento, forse troppo stravagante e poco “animalista” al tema dell’ultimo gruppo d’ascolto: Puro e impuro” pubblicato il 27/11.

E’ una metafora dell‘ipocrisia cui abbiamo fatto riferimento parlando di rispetto pedissequo delle norme lontano dall’affidamento totale a Cristo.

Gli animali siano riabilitati: sotto la lente della poetessa sono gli umani, capaci, a volte di essere più “veri” degli originali.
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