Anche domani sarò la tua Mamma.

Vorrei condividere, in occasione della Festa della Madonna Assunta, questa lettera di una madre al figlio (*). E’ stata letta e salvata da don Marco Pozza sul muro di una cella di galera dove vive la sua missione. E’ una mamma che dona e che chiede.

Tamara de Lempicka “Madonna”

«Figlio mio, guardami. Sono sempre io, tua madre.
Ora mi vedi spenta, stanca, svuotata di energie e assente. Ma sono sempre io, colei che ti ha voluto con tutto il cuore e ti ha messo al mondo. Non guardarmi con disprezzo, gli anni passano per tutti e la vita non è clemente con nessuno.
Sono la donna che sempre ti ha protetto, che sempre ti ha amato e custodito nel suo cuore. Sono la donna che ha pianto per te, che la notte non ha dormito vegliandoti e che di giorno si è dedicata completamente a te: sono semplicemente la tua mamma.
Se un giorno guardandomi mi vedrai vecchia e svampita, se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi: abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo. Pazientemente e con immenso amore.
Un giorno scoprirai che, nonostante i miei errori, ho sempre voluto il meglio per te, che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po’del tuo tempo, dammi un po’ della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui l’ho fatto io per te. Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza. In cambio io ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho sempre avuto per te.
Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose, non mi interrompere: ascoltami. Quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi.
Quando non voglio lavarmi, non biasimarmi e non farmi vergognare: ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno.
Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico: io ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc.
Quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso, dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire: la cosa più importante non è quello che dico ma il bisogno di essere con te e averti lì vicino, pronto ad ascoltarmi.
Ricordalo sempre, non lo dimenticare mai: anche domani sarò tua mamma».

fonte: blog Sulla strada di Emmaus

(*) Testo della meditazione tenuta da don Marco Pozza a Cogollo del Cengio (VI) nel percorso dell’Avvento 2016 dal titolo La scomodità di Dio.

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