Sperare ancora.

Oggi è possibile sperare? Le amare delusioni di questo quasi ventennio di secolo, che soltanto tempo fa si sognava felice, tutto da godere, in una ritrovata pace universale, possono indurre a considerare la speranza un eccesso, un peccato. E’ una tentazione possibile. Ripensando alla lunga strada percorsa, e davanti ai molti inutili passi compiuti, sempre sotto la spinta e il segno della fiducia vien da dire: ho peccato di speranza.

Cari Amici,
un caro abbraccio e buon cammino a tutti.

FAUSTO CORSETTI

Ogni anno torna la Pasqua, e si rinnova la grazia di quella notte unica di tutta la storia e ogni anno si dà notizia della vittoria della vita sulla morte da tutte le chiese, in ogni angolo della terra, e i giorni registrano morte, violenza, ingiustizia, disonestà, corruzione, immoralità.
C’è una ragione per sperare ancora, per insistere e seminare Continua a leggere

Quaresima: perché io valgo

Condivido questo post di Costanza Miriano, consorella nel “Monachesimo Wi-fi“, e lo commento grazie all’Amico Giancarlo:

“Il breve articolo del blog della Costanza M. mi ha fatto riflettere. Soprattutto sulle persone che stimo poco o affatto. Dio vuole bene loro come a me…

Non male questo Dio.

Buona giornata.”

il blog di Costanza Miriano

DISMA BLOG

Bisognerebbe imparare a contemplare di più il Crocifisso, cosa che peraltro in Quaresima dovrebbe anche esserci più facile. Cristo in croce è ciò che ci dice che cosa siamo; guardare Cristo in croce ci permette di capire noi stessi. Perché in quell’immagine è racchiusa la verità più profonda, più sconvolgente e in assoluto più chiarificatrice del nostro essere: io valgo la vita di Cristo.

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La vita oltre.

Abbiamo ricevuto il commento al post della nostra Norma dall’oramai -nostro- Fausto. Anche oggi riteniamo di dare un’evidenza. Perché la Resurrezione, la Pasqua è un fatto che ci interessa tutti i … santi giorni!

Torna a trovarci, Fausto!

Mi diceva un amico per confortarmi pochi mesi fa, quando piangevo la morte di mia madre: “E’ strano, quando finiscono di morire tutti e due i genitori, ci si sente orfani, qualunque sia l’età in cui l’evento si verifica”. E’ vero. Ora che è morta anche mia madre ho l’impressione di aver completato la mia nascita al mondo. E’ come se con la morte mia madre avesse finito di partorirmi. Davanti alla morte di tutti e due i genitori, ci si sente come se le radici della vecchia quercia venissero recise. E allora ci si guarda in giro e si prova una sorpresa strana: è come se si avesse la conferma definitiva che si può restare in piedi anche senza le radici. Noi che non siamo dei “clonati,” ma tutti originali, sentiamo però che i nostri genitori portano via nella morte qualcosa che faceva parte di noi, del nostro corpo ed è come se qualcosa di noi venisse sepolta con loro, e tuttavia noi continuiamo a vivere senza quelle radici, essendo diventati a nostra volta radici, in attesa di essere recise.
La trasmissione della vita, questa catena meravigliosa che dura da decine e decine di milioni di anni e che andrà avanti chissà fino a quando, non è interrotta dalla morte, anche se qualcuno dei suoi anelli non genera altri anelli. E’ una catena così ricca da sopportare sterilità fisiche naturali, volute per il Cielo o per altre ragioni. E’ la catena della specie che non può interrompersi e garantisce la continuità. Eppure la morte appare come Continua a leggere

Frammenti: don Federico. Omelia lunedì dell’Angelo.

fede speranza caritàContinua la nostra riflessione sul Mistero della Resurrezione col brano del Vangelo di Luca. E’ particolarmente interessante e bello secondo me nella sua parte finale: la reazione degli Apostoli che è fatta di incredulità. E’ un aspetto ripetuto nei Vangeli. Anche se Pietro si reca al Sepolcro e vede tutto quello che hanno visto le donne comunque rimane stupefatto, non riesce a crederlo, rimane incerto in quello che sta accadendo. Anche se vedono gli Apostoli stentano a credere. Anche se ascoltano racconti precisi non riescono a fidarsi. Tratto interessante! Direi che sia stato scritto per metterci di buon umore! Continua a leggere

Pasqua di Resurrezione.

Eugène Burnand "I discepoli Pietro e Giovanni accorrono al sepolcro la mattina della Resurrezione" 1898 Museo d'Orsay - Parigi
Eugène Burnand “I discepoli Pietro e Giovanni accorrono al sepolcro la mattina della Resurrezione” 1898 Museo d’Orsay – Parigi

Giovanni 20,3-4. In fretta! Risoluti verso l’Alba dorata. Sguardi e mani “dicono” di una Speranza che è già compiuta.

Nel film Cani perduti senza collare Gilbert Cesbron affida al giudice Lamy, impegnato a spingere il disincantato Marcel ad una visione più ottimistica della vita, queste parole:

«Se la Speranza non esiste cosa ci faccio io qui, questa notte? E’ inteso, voi avete ragione – ma ragione secondo la maniera dei medici, degli psichiatri e degli psicologi, ossia nove volte su dieci. Ma la decima possibilità, mio caro, la decima che si chiama Grazia, se uomini come voi e come me non la tentano, chi la tenterà? […] Preferite essere al servizio della Speranza e della Fiducia o al servizio delle statistiche e del “Ve lo avevo ben detto…”?»

Dov’era Dio? Dov’è Dio?

Il Cristo con Maria - di Mel Gibson
Il Cristo con Maria – di Mel Gibson

Nel caso, disgraziatamente, in maniera fortuita, per sbaglio, per mia distrazione, se sono soprappensiero, sbadato, se sto pensando ad altro, … mi venisse di chiedermi: dov’è Dio?
Ecco, in quel caso sarebbe bene che mi guardassi questo semplicissimo video. Che mi spiega “papale papale”, senza possibilità di dubbi, certamente, assolutamente, chiaramente che  “EGLI E’ QUI!”

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO!

Vitamine di misericordia. Bonhoeffer.

Mantegna: "Il Cristo morto" - a Brera - è l'opera simbolo per "ExpoCittà" Milano 2016
Mantegna: “Il Cristo morto” – a Brera – è l’opera simbolo per “ExpoCittà” Milano 2016

“Uomini vanno a Dio nella loro tribolazione, piangono per aiuto, chiedono felicità e pane, salvezza dalla malattia, dalla colpa, dalla morte. Così fan tutti, cristiani e pagani.

Dio va a tutti gli uomini nella loro tribolazione, sazia il corpo e l’anima del suo pane, muore in croce per cristiani e pagani e a questi e a quelli perdona.”

Dietrich Bonhoeffer